Olimpia: il fuoco e l’utopia
I capricci del meteo hanno imposto di celebrare la cerimonia al chiuso e non presso l’antico santuario ma oggi a Olimpia è stata accesa la fiamma di Milano Cortina 2026 ed è partito il viaggio che la porterà a varcare lo stadio di San Siro il 6 febbraio, tra 71 giorni. Tra i primi tedofori in Grecia i campioni Armin Zoeggeler e Stefania Belmondo. Poi si comincia.
Cominceranno questi Giochi italiani divisi tra Lombardia e Veneto. Si comincia e, come ogni volta, quasi per magia molte delle polemiche si placheranno. Parlerà lo sport , solo lo sport. Anche se forse non è più possibile, perchè ormai lo sport è business e quindi si porta appresso una scia di interesse e di potere che inquina ciò che la storia ci ha consegnato come un sogno da tramandare. Sono le olimpiadi moderne, dei giorni nostri. Con le guerre che non si interrompono più, con la paura degli attentati, con gli sponsor che dettano i tempi e le condizioni, con i governi che decidono dove si dovranno fare.
Che olimpiadi saranno? Impossibile saperlo. Si spera leali, audaci, epiche, vittoriose e azzurre ma sarebbe sufficiente fossero le Olimpiadi degli atleti con i loro sacrifici, le loro storie, i loro sogni. Tanti, tantissimi, giovani, pieni di gioia, di attese, di speranze e di energie da mettere in campo. Largo a loro che sono la parte buona , in maggiorparte sana, di uno sport chè, nonostante tutto, ha nel suo Dna la capacità sopravvivere sempre anche ai luoghi comuni. Tutti dopati? Neanche per sogno. La voglia è quella di pensare ad uno sport dove non si gioca sporco, dove si parte alla pari e alla fine arriva prima chi è più forte. Senza trucco e senza inganno.
Utopia? Sicuramente sì ma l’Utopia è il motore formidabile che permette anche a chi non ha le armi dei potenti di battersi alla pari. Di tener testa. E così ciò che sembra ineluttabile, inevitabile e già scritto viene continuamente rimesso in discussione. Comunque vada un segno resterà. Al di là dei cronometri, dei record, dei primati delle vittorie e delle sconfitte. Saranno le emozioni a vincere. Fatica, sorrisi, pianti, abbracci, pugni chiusi, braccia al cielo, urla, strette di mano, carezze e sguardi che fermano un momento irripetibile di una carriera e di una vita. Immagini, come dicono i grandi fotografi, fatte di sensazioni, di passioni e sfumature. Perchè lo sport è questa “roba” qui. Basta solo cogliere l’attimo. Basta solo che si accenda il fuoco di Olimpia…
