09Gen 26
/*php the_content('Read the rest of this page »'); */?>
Cinquantatrè anni di Marcialonga. Che ovviamente sono una storia che va oltre lo sci di fondo. La Marcialonga è un rito collettivo un appuntamento che il prossimo 25 gennaio richiamerà fondisti da ogni angolo del mondo in Val di Fiemme e di Val di Fassa . Un “viaggio” di 70 chilometri da Moena verso Cavalese, immersi nel silenzio della neve e nella maestosità delle Dolomiti patrimonio UNESCO. Accanto alla gara regina torna la Marcialonga Light, 45 km che ripercorrono il fascino della “lunga” con una formula più accessibile: stessa partenza con il grande fiume di sciatori e arrivo a Predazzo. […]
il blog di Antonio Ruzzo © 2026
08Gen 26
/*php the_content('Read the rest of this page »'); */?>
Mettiamola così, sul ridere. Visto che Donald Trump vuol prendersi la Groenlandia non per “conquisto” ma per “acquisto” come direbbe Gabriele d’Annunzio se ancora fosse dei nostri, la stessa cosa potremmo fare noi, e per noi intendo il governo italiano. Potremmo prenderci qualche Paese che ci piace o “strategico” per le nostre mire che, ca va sans dire, sono perlopiù ( anzi totalmente) ciclistiche. E allora se il presidente Usa è disposto a sborsare alla Danimarca un migliaio di miliardi per assicurarsi le rotte artiche Giorgia Meloni che aspetta a fare una telefonatina al Re del Belgio Filippo I e […]
il blog di Antonio Ruzzo © 2026
07Gen 26
/*php the_content('Read the rest of this page »'); */?>
La foto ricordo è quella del Colle delle Finestre. Della spettacolare cavalcata verso Sestriere quando dall’ammiraglia della Visma era partito l’ordine: “Wout, Simon is now over the top”. E pochi secondi dopo Simon Yates e Wout Van Aert erano una bici sola che si andava a prendere un Giro d’Italia meritato e sognato con una delle azioni cisclistiche più esaltanti degli ultimi lustri. Un Giro sognato per sette anni cancellando il tormento di quei trentotto minuti girati e rigirati nella testa di un campione per duemilacinquecentoventi giorni. Un minuto e mezzo ogni giorno, col pensiero volato lì, a quello sterrato […]
il blog di Antonio Ruzzo © 2026
06Gen 26
/*php the_content('Read the rest of this page »'); */?>
Oltre 2.500 chilometri per pedalare tra sterrati, ciclabili e strade «zitte», sette laghi, tre parchi regionali, quattro siti patrimonio dell’Unesco. E poi arte, archeologia, produzioni di vino, olio e zafferano che sembravano scommesse e invece stanno diventando vere e proprie realtà imprenditoriali. Si potrebbe tranquillamente finire qui per raccontare la vocazione turistica di Varese e del suo territorio che ha vanta una formidabile storia nobile ma che nell’immaginario di molti si lega in tempi recenti più alla manifattura e all’industria. E invece basta guardarsi intorno, pedalare adagio come impone la regola del cicloturismo lento per rendersi conto che da queste parti […]
il blog di Antonio Ruzzo © 2026
04Gen 26
/*php the_content('Read the rest of this page »'); */?>
Cinquantatrè anni di Marcialonga. Che ovviamente sono una storia che va oltre lo sci di fondo. La Marcialonga è un rito collettivo un appuntamento che il prossimo 25 gennaio richiamerà fondisti da ogni angolo del mondo in Val di Fiemme e di Val di Fassa . Un “viaggio” di 70 chilometri da Moena verso Cavalese, immersi nel silenzio della neve e nella maestosità delle Dolomiti patrimonio UNESCO. Accanto alla gara regina torna la Marcialonga Light, 45 km che ripercorrono il fascino della “lunga” con una formula più accessibile: stessa partenza con il grande fiume di sciatori e arrivo a Predazzo. […]
il blog di Antonio Ruzzo © 2026
03Gen 26
/*php the_content('Read the rest of this page »'); */?>
C’è il chiosco delle salsicce che strappa i numerini come al supermercato per servire i clienti. E c’è la coda che invade la pista ciclabile e bisogna zigzagare. Ma non è quello il problema. Per i milanesi che la pausa pranzo la passano correndo al parco Sempione, il tormento sono il profumo della griglia e le medie bionde che passano sul banco e d’estate diventano la madre di tutte le tentazioni. Pausa pranzo per il popolo che lavora significa fermarsi a mangiare. Stop, fine delle trasmissioni. Sedersi, ordinare e consumare, tre bei verbi all’infinito che l’altro popolo, quello dei runner, […]
il blog di Antonio Ruzzo © 2026
02Gen 26
/*php the_content('Read the rest of this page »'); */?>
“Sia chiaro: sono inutili i digiuni drastici o lunghi giri in bicicletta così come la corsetta nei parchi. Serve fare sport per almeno 4 mesi per smaltire gli eccessi natalizi, fare attività fisica deve diventare un’abitudine salutare e duratura nel tempo…”. Così spiegava all’Adnkronos Salute qualche tempo fa Giuseppe Capua, Componente commissione medica federale della Federazione italiana giuoco calcio (Figc), specializzato in Medicina dello Sport, esperto in traumatologia dello sport. Ed è una regola che non cambia nel tempo. Fare un po’di sport dopo pranzi e cenoni serve quindi solo a mettersi un po’ in pace con la coscienza e […]
il blog di Antonio Ruzzo © 2026