Fontana: “I nemici dei Giochi sono nemici dell’Italia”
“Quando c’è un evento estremamente importante per l’Italia, per la Lombardia e per il Veneto, credo che ci si dovrebbe spogliare dalla passione politica. Invece ci sono persone che pur di avere un loro riconoscimento politico vogliono che le cose in questo Paese vadano male…”.
Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine di un evento a Palazzo Lombardia, commenta i cortei di protesta dei giorni scorsi contro le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Le chiacchiere stanno a zero. Così come i distinguo, le piazze buone e quelle cattive, i “pochi facinorosi”, gli infiltrati che poi tanto infiltrati non sono e via così. A chi chiede al governatore se ritenga, quindi, che ci sia chi tifa contro l’Italia, Fontana risponde: “Evidentemente si, altrimenti non si giustificano questi atteggiamenti. I Giochi sono una cosa bella, di cui sono contenti tutti; il mondo si è congratulato dicendo che l’Italia è un Paese credibile”.
Eppure c’è chi da questi Giochi prende le distanze come ha fatto pochi giorni fa il segretario del Pd Elly Schlein che ci ha tenuto a far sapere che non seguirà nessuna della gare olimpiche, Scelte. Scelte che però tradiscono la cultura politica di un Paese che spesso riporta ai tempi dei Guelfi e dei Ghibellini, con parti sempre ideologicamente contrapposte, con toni da tifoserie ultrà. Atteggiamenti che in queste settimane si sono poi tradotti in polemiche, proteste, corti NO Ice, contro i Giochi “insostenibili”, contro presunte censure, contro per partito preso.
“E allora dico che se dovessero andare loro al governo, e io dico Dio non voglia- continua il governatore lombardo- Credo che partire da un Paese che ha credibilità sia meglio che non partire da un Paese che invece è considerato una monnezza. Qesto è atteggiamento assurdo anche perché va benissimo confrontarsi sulle idee, ma cercare di creare disturbo quando una cosa utile per il Paese sta andando bene, cercando di farla andare male, mi sembra veramente una pochezza. Io penso che sia opportuno che la gente se ne accorga e se ne ricordi il giorno in cui andrà alle urne, ci pensino bene”.
