Primo oro per l’Italia ai Mondiali di ciclismo a Montreal. Gli azzurri sfatano il tabù  nella cronostaffetta mista e si vanno a prendere quel titolo iridato che in passato era sempre sfuggito. Al settimo tentativo Filippo Ganna, Matteo Sobrero, Mattia Cattaneo, Elisa Longo Borghini, Vittoria Guazzini e Monica Trinca Colonel si mettono dietro Francia e Svizzera chiudendo i 40,6 chilometri, sia per gli uomini sia per le donne, in 51’32”,  8 in meno dei frncesi e 19 degli svizzeri. Una rincorsa infinita che corona a Montreal lunghi anni di lavoro. “E’ una vittoria bellissima in cui credevo – racconta il ct azzurro, Marco Villa – perché per tutta la settimana i due gruppi maschile e femminile si sono spalleggiati, scambiandosi consigli sia per la prova individuale che per questa staffetta. È il trionfo di un bellissimo gruppo e un applauso va anche chi non è qui. Due anni fa il presidente mi aveva chiesto di provare a vincere il Team Relay e finalmente ci siamo riusciti”. Una gara tirata come può e dev’essere un mondiale e come ci si aspettava. Filippo Ganna ha trainato il terzetto maschile che ha completato metà percorso con il miglior tempo assoluto davanti a Francia ed Australia passando poi il testimone alle ragazze che sono riuscite a non abbassare il ritmo con la Francia che ha  recuperato solo una manciata di secondi, mentre l’Australia è stata alla fine superata dalla Svizzera. “Ho partecipato a tanti Mondiali e sono spesso salita sul podio ma questa è la mia prima maglia iridata e mi dà i brividi-  commenta Longo Borghini che proprio a Montreal è entrata nella storia del ciclismo tricolore e che  con 27 partecipazioni è diventata l’azzurra, donna o uomo, con il maggior numero di presenze iridate. –  Credo molto nel gruppo e vincere l’oro con la squadra è davvero bellissimo”. Grande soddisfazione anche per il presidente della Federcismo: “E’ un oro molto importante, che inseguivamo da vari anni – spiega Cordiano Dagnoni- Dimostriamo di avere atleti di alto livello”.