McNulty e la maglia iridata che gli dà i superpoteri…
Brandon McNulty a pochi metri dal traguardo di Bassano del Grappa toglie le mani dal manubrio della sua bici, si aggiusta la maglia, e mostra, come va mostrato, l’iride simbolo del campionato del mondo. Giustamente: non vedeva l’ora. L’americano di Phoenix, Ariziona, vince così la Veneto Classic, la sua prima corsa da quando si è messo in testa la corona mondiale. Un successo in solitaria che arriva dopo un attacco sullo sterrato a 11 chilometri dall’arrivo e soprattutto che arriva dopo che ci aveva provato alla Coppa Agostoni e dopo un bel quinto posto in un Lombardia corsa da protagonista. Magia di una maglia. Magia di un incantesimo che nel ciclismo, ma non solo nel ciclismo, può fare la differenza.
C’era una volta Brandon luogotenente di Tadej Pogacar, uomo di fiducia e di fatica capace di spianargli la strada verso i trionfi, c’è ora ( anche perchè Tadei non c’è) un corridore diverso, che corre per vincere o quantomeno ci prova, consapevole di potersela giocare e che il “mestiere” di gregario forse qualcosa gli stava stava togliendo. Il circuito di Montreal, quello scatto apparentemente suicida a pochi chilometri dall’arrivo, la tenacia, il coraggio, la certezza che quella sarebbe stata l’occasione di una vita e che mai più sarebbe tornata l’hanno portato vittorioso al traguardo. E il titolo mondiale ha restituito al ciclismo un gran corridore, non un campione, ma un ciclista caparbio e capace che a Bassano del Grappa ha coronato un altro dei suoi sogni: “Volevo fortemente chiudere la stagione con una vittoria indossando la maglia iridata“, ha raccontato dopo l’arrivo.
E così è andata. Per un anno sarà così. Chi dopo il mondiale aveva storto il naso per la sua vittoria pensando fosse un carneade qualunque e che la maglia iridata sulle spalle di un gregario non avrebbe avuto gli onori che merita oggi è servito. Poi tornerà Tadej e Brandon ritornerà al suo posto, a dargli una mano e a fare ciò che ha sempre fatto ottimamente. Salvo poi, se capita, ricordarsi che quella maglia di campione del mondo che ha sulla spalle non è una maglia qualunque ma un mantello magico che trasforma i cilicsti in supereroi. Dura un anno e finchè dura…
