Sarà che Milano è una città che va di fretta, sarà che è in mille faccende affaccendata, sarà che con la neve non ha un gran feeeling ma anche se mancano pochi giorni alle Olimpiadi  la città non sembra poi così coinvolta. Certo oggi alla Scala è arrivato il presidente Mattarella e una scossa l’ha data ma qualcosa manca. Manca un po’ di poesia a questi Giochi.

C’è tutto o quasi.  Ci sono strutture, atleti, villaggi, tedofori, bracieri. sponsor, gadgets. Ci sono le tante iniziative perchè ormai qualsiasi evento, incontro, cena aperitivo è ovviamente “olimpico”. Ci sono qualche migliaio di poliziotti in più che pattugliano la città. Ci sono controlli, zone rosse, ci sono gli agenti katarioti, ci sono tre funzionari Ice al consolato Usa che sono bastati a scatenare tutte le polemiche del caso. C’è  stato il presidio del Pd, sabato ci saranno i cortei dei centri sociali, antagonisti vari e visto ciò che è successo a Torino e cosa successe il primo maggio del 2015 con Expo bisogno incrociare le dita. Insomma c’è tutto .

Ma questa olimpiade per ora non scalda i cuori. D’accordo tra qualche giorno  cominceranno le gare e i Giochi, quasi per incanto, si trasformeranno nello spettacolo più bello del mondo perchè questo accade quando la parola passa agli atleti. Il resto finalmente scivola in secondo piano. Ci dimenticheremo in fretta delle polemiche sui tedofori, faremo finta di non  accorgerci che, per un buonismo un po’ peloso, uno spazio nella cerimonia sarà riservato al bambino di 11 anni lasciato a piedi perchè non aveva il biglietto olimpico e che forse sarebbe stato meglio lasciare in pace con i suoi genitori a dimenticare una piccola, brutta avventura. Faremo in modo di concentrarci, più che sulle tante passerelle,  sulle gare, sui campioni, sulle vittorie, sulle sconfitte di chi alle olimpiadi partecipa sul serio.

Milano è pronta ad ospitare i Giochi e lo fa a modo suo. Con eventi vip, biglietti vip, pacchetti vip da decine di migliaia di euro che permettono arrivare sulle piste in elicottero per sciare con Giorgio Rocca o godersi un brunch con Lindsey Vonn. Che ci sta, per carità, ma forse non è proprio l’essenza di quello spirito olimpico che si vorrebbe più vicino alla gente, agli appassionati, ai ragazzi, alle scuole.

Milano è olimpica ma pare un po’ senz’anima. Manca un po’ d’atmosfera, manca il clima, manca quel contorno che trasforma un grande evento in un evento popolare, in un momento di emozione e non solo di business.. E’ come se quell’attesa che precede tutti i sabati del villaggio fosse un po’ tradita. Che poi è ciò che conta. Come a Natale: bello, bellissimo il giorno della festa ma ciò che si gode davvero sono i preparativi, quella dolce frenesia che alimenta sogni ed immaginazione. Una «vigilia» che per questi Giochi pare un po’ trascurata per la fretta tipica di questa città e per quella contingente che obbliga gli organizzatori a dover fare i conti con qualche cantiere ancora da chiudere, con cerimonie ed eventi da preparare, con dettagli da mettere a punto. Non manca niente: manca solo è un po’ di poesia…