Il presidente del Coni Buonfiglio: “Impianti sportivi? Milano è ferma”
«Milano è ferma da troppi anni: uno dei miei sogni è di collegare l’Idroscalo al Saini e farne un parco olimpico…». Parole quelle del presidente del Coni Luciano Buonfiglio, pronunciate pochi giorni fa alla conviviale Panathlon club Milano di corso Sempione, che hanno un peso, per il contesto e il momento in cui le esprime: a nemmeno tre settimane dall’inizio delle Olimpiadi invernali. «Milano è ferma da troppi anni- rincara Buonfiglio – Il Coni, insieme al Panathlon, potrebbe essere promotore di un tavolo di lavoro per studiare insieme al governo della città come investire nell’impiantistica. Milano, la mia città, merita ben altro. Sotto questo aspetto Roma è di un altro livello».
L’uomo che ha preso il testimone da Giovanni Malagò alla guida dello sport nazionale, prosegue in un articolo sul Giornale di Stefano Arosio: «Prima di candidarmi, ho presentato al ministro dell’Economia, Giorgetti, un piano di lavoro da realizzare nel quadriennio olimpico. E dal ministro che in mano la cassa da destinare anche allo sport ho ricevuto un pieno apprezzamento. Da atleta, ho partecipato a due Olimpiadi e mi son reso conto che servivano dirigenti sportivi preparati per supportare lo sport olimpico. Da qui la mia scelta di mettere a disposizione le mie competenze che mi hanno portato nel tempo a diventare presidente della Federazione canottaggio».
Milano è ferma dal punto di vista degli impianti e, in questa vigilia olimpica, il contrasto con la città olimpica stride ancor di più. Una città che non ha al momento una piscina olimpionica, non ha un pista d’atletica degna di tal nome, non un vero palaghiaccio perchè l’Arena di santa Giulia a giochi finiti diventerà una struttura privata per i concerti e l’Agorà, ormai distrutta, è in attesa di un progetto per rinascere. E’ critica la situazione di tante piscine a cominciare dal Saini, uno dei centri più frequentati da atleti, atleti paralimpici e nuotatori, chiuso fino alla prossima estate per una ristrutturazione. Stesso discorso, anche peggio, per Lido, Scarioni loro pure chiuse per cambi di gestione e ristrutturazioni più o meno in corso e più o meno a tempo indeterminato. Non solo. L’Arena non è più in regola per ospitare meeting e gare, il Centro Luigi Carraro in via dei Missaglia ha una pista fatiscente, il Giuriati gestito dal Politecnico non ha una struttura omologata.
«Non è semplice per il Coni imporre in breve tempo un cambiamento– annota infine Buonfiglio – Serve convincere la politica a investire nella scuola con progetti di lunga scadenza, anche di 15 anni. Ristrutturando palestre e creando sinergie con le società sportive che svolgono la loro attività accanto alle scuole. Il tutto nella consapevolezza che per l’80% lo sport è portato avanti dall’azione di volontari».
