L’eredità olimpica a Milano? Per ora solo emozioni…
L’eredità delle olimpiadi a Milano? «Resteranno le emozioni…» taglia corto Marco Fabbri che insieme con Charlene Guignard nel pattinaggio di figura ha portato un bronzo in questi Giochi nel medagliere azzurro. Il campione azzurro intervistato dalla Gazzetta dello sport forse si aspettava qualcosa in più da quella «legacy» che in questi mesi, anni, è diventata un po’ il tormentone del dopo olimpiadi. E invece? E invece «Mi dispiace ma devo dirlo non mi pare che rimarrà tantissimo- continua quasi scusandosi Fabbri- L’unico palazzo che è stato realizzato per i Giochi è quello di Santa Giulia che però mi pare di capire non verrà utilizzato per eventi sportivi ma per concerti. Rimarrà il Forum di Assago ma anche lì la pista dove abbiamo gareggiato non resterà come pista di pattinaggio e da quello che ho capito anche i padiglioni in Fiera, anche se non vorrei dire cose errate verranno smantellati quindi non rimarrà l’ovale e neppure l’altra pista di hockey…».
Tutto esatto. La «legacy», al di là del villaggio olimpico che resterà come studentato a prezzi si spera calmierati, questa è. Anche se l’altro ieri il sindaco Giuseppe Sala, il presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti, quello della Fisg (Federazione sport su ghiaccio) Andrea Gios e il presidente del Coni Luciano Buonfiglio hanno rilanciato, coscienti che il record di medaglie, la meraviglia delle imprese degli atleti, l’entusiasmo per i Giochi siano una formidabile onda lunga che vada giustamente cavalcata. E allora il progetto (nuovo) è quello di uno stadio dell’hockey ma anche del pattinaggio artistico e dello short track, pronto da ottobre a Rho. Temporaneo.
Nel frattempo partirà la progettazione di un palazzetto del ghiaccio definitivo da realizzare entro due anni e mezzo o tre al massimo, in una delle aree già a disposizione della Fiera, tra Milano e Rho, o in spazi alternativi in città o nell’hinterland di cui è già stato avviato il piano di fattibilità economica e finanziaria. Non solo. Visto che gli sport su ghiaccio hanno riscaldato i tifosi milanesi, orfani di una squadra di hockey dai primi anni Novanta quando si sciolsero i Diavoli la federazione Hockey ha raccolto l’interesse di una cordata di imprenditori nordamericani che hanno già redatto un business plan e sarebbero pronta a investire per riportare l’Hockey a Milano.
Insomma buone notizie. Ma resta il fatto che, finiti i Giochi, si riparte da zero con i tre palazzi del ghiaccio olimpici che verranno smantellati, con l’Agorà abbandonata e che proprio due giorni fa il sindaco ha spiegato che sarà ultilizzato per «altro» in attesa di un Palaghiaccio nuovo di zecca che però dovrà essere costruito nei prossimi due, tre anni ma che , visto come stanno andando le cose col nuovo stadio di San Siro, si accettano scommesse su tempi e scadenze. «Ciò che spero- conclude Fabbri nel suo video alla Gazzetta- è che almeno le olimpiadi a Milano abbiano portato un po’ una cultura nei confronti degli sport invernali in modo che in futuro vengano riaperti impianti oggi chiusi e lasciati andare e che possa crescere la voglia della gente di avvicinarsi ai nostri sport…».
