Milano cancella l’atletica, Centro XXV Aprile a rischio
C’era una volta lo sport per tutti ma ora a Milano lo sport sta diventando sempre più una pratica per pochi che possono permetterselo, un “faccenda” spesso privata con impianti ceduti o dati in gestioni a gruppi e imprese che ovviamente investono e ristrutturano e poi giustamente cercano di fare profitto. Lo sport come diritto e servizio, «scialuppa di salvataggio» per togliere giovani e meno giovani dalla cattiva strada e dai guai in genere, per dare, anche a chi non può permetterselo la possibilità di misurarsi, di star bene oppure più semplicemente fare una corsa, una partitella a calcio tar amici, un tuffo o una nuotata. Se mai c’è stato, quello sport lì non c’è più.
L’ultimo di una lunga serie di “sos” arriva dal Cus Milano, società storica della città, che gestisce l’altrettanto storico centro XXV APRILE, impianto iconico dell’atletica milanese e non solo milanese che ha visto allenarsi come Alberto Cova, Francesco Panetta, Giovanni Perricelli e Michele Didoni tanto per fare qualche nome. Con una lettera aperta al sindaco , all’assessore allo Sport a Fidal, Coni e FederCusi, firmata da Alessandro Castelli, presidente di Cus Milano e che spiega come, un nuovo progetto avviato da Palazzo Marino, rischia di cambiare radicalmente la vocazione atletica del XXV aprile che diventerebbe così un impianto polisportivo con tanto di ristorante
La premessa è che negli anni Ottanta il Coni ha ceduto l’impianto al Comune, che l’ha dato in gestione a Milano Sport. Nel 2014 la Federazione di atletica ha chiesto di poter gestire l’impianto tramite alcune società affiliate. Negli ultimi dieci anni è stato gestito da Fidal insieme a Cus Milano e Milano Atletica, rimanendo aperto alla città per oltre 14 ore al giorno, quasi tutto l’anno. Un modello che ha garantito accessibilità pubblica, attività scolastiche, allenamenti ad atleti elite ed amatori. Un modello che, come spiega Castelli nella sua lettera, ha anche fatto risparmiare al Comune di Milano oltre due milioni di euro di disavanzi di gestione, oltre a generare introiti e investimenti strutturali per circa 300 mila euro, sostenuti direttamente dalle società sportive.
Cosa succede ora? Nel 2023 il Comune ha attivato «una procedura chiedendo una manifestazione di interesse per la riqualificazione del XXV Aprile secondo l’iter PPP (Partenariato Pubblico Privato), non considerando la disponibilità di Fidal e delle Società Sportive a proseguire nella gestione con espressa volontà di investimento». Cus Milano ha presentato un piano che mantiene l’assoluta priorità di utilizzo del Centro Sportivo a favore dell’atletica leggera con spazi riqualificati che tengono conto anche dell’utenza fragile. “Ci dispiace dover constatare che quanto fatto in questi dieci anni appare del tutto inutile e non preso in considerazione- spiega nella lettera il Cus- Il Comune orientato a scegliere un progetto di una non ancora costituita ATI (Associazione Temporanea di Impresa) che privilegia il tennis, ipotizza l’abbattimento di piante e cubature esistenti ed ignora (crediamo azzeri) l’impianto indoor di atletica, che ricordiamo per inciso è in costruzione da oltre 10 anni ed ad oggi non è ancora finito. Il progetto targato ATI ipotizza altri campi da tennis, demolizioni di parte della cubatura storica del “campo scuola”, sradicamento di alberi con oltre mezzo secolo di vita, club house, forse ristorante ovviamente stellato…».
