Gli inglesi secondo Henry James

Un piccolo capolavoro. Un’utile lettura. Una divertente divagazione. Indignazione di Henry James (1843-1916) è tutto questo. E molto altro ancora. E, a parer nostro, anche un bel ritratto dell’Inghilterra d’inizio Novecento. Il romanzo è tornato nelle nostre librerie grazie al ripescaggio di Fazi che ne ha affidato la traduzione al talentuoso Maurizio Bartocci. James lo ha scritto nel 1911. Ed è, tra l’altro, l’ultimo lavoro pubblicato in vita. Il titolo originario (The outcry) qui viene tradotto forzando il significato. Da “scalpore”, “grido”, “protesta” si passa a “indignazione” (lo stesso titolo di uno dei capolavori riconosciuti di un altro scrittore americano: […]

  

Gli snob sono andati al bar

Partiamo subito dalla notizia: il gestore di un bar di Viareggio ha deciso di rinunciare alle slot machine e al loro posto ha piazzato un paio di piccole librerie. L’idea di per sé è degna di plauso. Ma fino a un certo punto. E’ vero che è dai piccoli gesti individuali che si può creare un movimento virtuoso, ed è altrettanto vero che, stando a una ricerca effettuata l’anno passato da Sistema Gioco Italia e citata nell’articolo de IlLibraio.it sul bar di Viareggio, sono 790mila gli italiani a rischio ludopatia. Però il trionfalismo con cui il web (in generale) e […]

  

La cultura? E’ soltanto un paradosso

Rileggendo i testi che compongono Sull’ignoranza delle persone colte e altri saggi di William Hazlitt (ora ripubblicato da Fazi) mi è venuta in mente una scena del film Il sorpasso di Dino Risi. Sulla pellicola c’è poco da dire. Si tratta di un classico (quasi suo malgrado), un capolavoro mi verrebbe da aggiungere, che come pochi film ha saputo raccontare l’Italia qual era (nel ’62) e quale sarebbe divenuta poi. Questo road movie ha due protagonisti: Vittorio Gassman e Jean Louis Trintignant. Il primo (alias Bruno Cortona) è un arrampicatore sociale, privo di scrupoli, corrivo, cialtrone e fantasioso. Il secondo […]

  

L’Absurdistan esiste. Parola di Gary Shteyngart

“Cos’era l’Unione Sovietica?” potrebbe sembrare una domanda oziosa ma non lo è. Nemmeno se a porsi la questione è un russo. Anzi forse sono proprio le nuove generazioni nate e vissute laggiù sotto la ritrovata democrazia e il rinato mercato che hanno meno indizi sul loro non così lontano passato. E’ questa tesi (confortata da innumerevoli prove oggettive) che ci offre lo scrittore Gary Shteyngart nel suo ennesimo romanzo autobiografico. Quest’ultimo però (intitolato Mi chiamavano piccolo fallimento e come gli altri pubblicato da Guanda) è meno romanzo degli altri e molto più “autobiografico”. Come già sanno i suoi affezionati lettori […]

  

Piange il telefono…. di Heinrich Boll

Ti capita per mano, per puro caso, un piccolo gioiello. Lo leggi e ne rimani travolto. Ringrazi il caso e pensi che proprio così si incontrano i capolavori letterari. Inaspettatamente. E il loro messaggio diviene ancor più forte. Ancor più vigoroso. Nel mio caso il testo in questione è E non disse nemmeno una parola di Heinrich Boll, che Mondadori ha da poco ristampato nella collana degli Oscar. Si tratta, in verità, della vecchia traduzione Italo Alighiero Chiusano (che firma anche l’introduzione) che uscì nel 1955. A soli due anni di distanza dalla prima comparsa in Germania. La storia è […]

  

Chiudiamo le librerie (e non pensiamoci più)

Può succedere a tutti. O meglio può succedere a quelli che come me peccano talvolta di ingenuità e di ottimismo. Può succedere insomma di nutrire un eccesso di fiducia nei confronti delle librerie, dei giornali, dei libri e in genere del mondo del sapere veicolato dall’industria editoriale. E ti accorgi che di eccesso di fiducia si tratta quando ti si para davanti agli occhi un indizio inaspettato. Un suggerimento, insomma, a rivedere tutta la storia dell’ottimismo (e anche dell’ingenuità). Stiamo parlando di librerie; stiamo parlando della filiera del libro. Che indubbiamente si presenta sempre più magmatica e sempre meno rassicurante. […]

  

L’anno sabbatico secondo Chesterton

Nei paesi anglosassoni (ma non solo lì) resiste una solida tradizione. I ragazzi usciti dalla scuola o dall’università si concedono il cosiddetto “anno sabbatico” prima di tuffarsi nella vita reale: fatta di impegno, lavoro e responsabilità. I più facoltosi acquistano un biglietto aereo per fare il giro del mondo. Altri si accontentano di passare questo lungo intervallo di tempo in qualche paese esotico oppure nel cuore della vecchia Europa. Altri, i più ma a anche i meno fortunati economicamente, si industriano nel fare lavoretti stagionali per avere almeno la possibilità di fare sei o quattro mesi fuori dai confini nazionali. […]

  

Pirandello e il pirata

Su questo blog, qualche tempo fa, abbiamo ricordato che i personaggi “migliori” dal punto di vista letterario non sono certo i santi o gli eroi. I caratteri più avvincenti sono quasi sempre quelli che si trovano a loro agio nell’ombra e soprattutto che si muovono al confine tra il bene e il male con un’agilità diabolica. Loro diventano eterni – spiegano gli esperti – perché esorcizzano le nostre paure e le nostre debolezze, e perché ci aiutano a renderci immuni dai loro stessi “difetti”. Un pirata, in questo senso, vale ben più di un’infermiera o di un missionario. Ne sa […]

  

La Principessa di Clèves antidoto ai reality

La principessa di Clèves è uno di quei romanzi che possono insegnarci molto sull’amore. Non, beninteso, su cosa sia il sentimento amoroso o su come si presenti e su quali ne siano gli effetti e le cause. Bensì ci dice molto su come si possa raccontare. Sulle parole dell’amore, insomma, Madame de la Fayette (1634-1693) sembra una vera autorità. E ci stupisce anche. O, almeno, ha stupito a lungo gli storici della letteratura perché Madame de la Fayette non aveva molti esempi su cui rafforzare il suo talento. Eccezion fatta ovviamente per la lettura di Shakespeare e per l’amicizia e […]

  

Steinbeck e il paradosso di Caino

Il grande romanzo americano non è un’araba fenice. C’è, c’è stato e, con ogni probabilità, ci sarà sempre. Perché gli americani hanno la “frontiera”, hanno gli spazi sconfinati (per quanto ancora?), hanno la genuina ingenuità della razza giovane, hanno sempre a portata di mano la Bibbia e maneggiano (quelli delle ultime generazioni) molto meglio degli altri le contraddizioni del progresso e della tecnologia. E poi perché non rinunciano mai a inserire la dolorosa battaglia tra bene e male che si consuma dentro l’animo umano. Da Moby Dick a Underworld (De Lillo), da Tenera è la notte (Fitzgerald) alla Lettera scarlatta […]

  

Il Blog di Pier Francesco Borgia © 2026
jQuery(document).ready(function(){ Cufon.replace('h2', { fontFamily: 'Knema' }); }); */ ?>