Che incubo quando incontri il tuo doppio (soprattutto se si chiama Philip Roth)

Che l’autofiction sia l’ultima frontiera della sperimentazione letteraria è un fatto ormai acclarato. Nessuna obiezione. Se poi prendiamo, come esempio, uno scrittore che ha fatto della sperimentazione e della provocazione una cifra inconfondibile della sua poetica e lo si mette all’opera nel campo dell’autofiction ci si possono aspettare soltanto fuochi d’artificio. E, in finale, un capolavoro. Ed è quanto succede con Operazione Shylock (Operation Shylock. A confession), pubblicato da Philip Roth nel 1993, ora riedito da Adelphi nella traduzione di Ottavia Fatica. Edizione, peraltro, impreziosita da una prefazione di Emmanuel Carrère. L’autore del Lamento di Portnoy si cimenta qui con […]

  

La fortuna del lettore? I consigli di un libraio appassionato

Immaginate come titolo di un tema da svolgere la seguente frase: “un uomo decide di tagliarsi i baffi dopo dieci anni. Ma nessuno se ne accorge. E tutti gli fanno credere che i baffi non li abbia mai avuti”. Ci si può sbizzarrire nelle soluzioni più varie. Di sicuro la fantasia degli scriventi può portare a vette di improbabilità altissime, pur di strappare sorrisi di approvazione. Difficilmente però si arriverebbe a comporre un romanzo. E men che meno un gran romanzo, pieno non soltanto di colpi scena, ma anche di un finale perturbante.  Ecco, in sintesi, il romanzo I baffi […]

  

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