Pasta, filiera e packaging: quando qualità e trasparenza diventano valore
Nel mondo dell’alimentazione, qualità della materia prima, trasparenza della filiera e attenzione al packaging sono elementi sempre più centrali anche per chi guarda al cibo in chiave di benessere. Un esempio di questo approccio arriva dalla pasta Etichetta Gialla di Sgambaro, protagonista della mostra “Design di Filiera. La Filiera del Packaging”, ospitata all’ADI Design Museum di Milano dal 4 al 26 marzo 2026.
L’esposizione, curata da Carlo Branzaglia e Wladimiro Bendandi e realizzata in collaborazione con UCIMA – Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il Confezionamento e l’Imballaggio, mette in luce il ruolo del packaging come elemento capace di collegare industria, distribuzione e consumatore, integrando innovazione, sostenibilità e identità di marca.
Tra i progetti esposti figura la Special Box Etichetta Gialla di Sgambaro, che raccoglie alcuni dei formati più rappresentativi della linea, realizzati con grano duro 100% italiano. La pasta nasce da un processo produttivo attento alla qualità della materia prima e alla tracciabilità: lavorazione lenta, trafilatura ruvida al bronzo e lunga essiccazione a basse temperature sono le caratteristiche che definiscono questo percorso di filiera controllata.
In questo contesto il packaging assume un ruolo che va oltre la semplice funzione di contenitore. Il design della confezione in carta, rinnovato nel 2019, diventa infatti parte integrante del racconto del prodotto e dei valori dell’azienda. Attraverso elementi grafici contemporanei, icone e illustrazioni, la confezione comunica identità, trasparenza e qualità della filiera.
Anche la Special Box in cartone riciclabile riflette questa filosofia. La confezione propone una selezione di formati che spaziano dai classici, come penne rigate, a quelli più particolari come linguine e paccheri rigati, fino alla pasta mista, creando un’esperienza di degustazione che valorizza la varietà e l’identità del marchio.
La presenza di Sgambaro nella mostra evidenzia come il packaging alimentare possa diventare un vero strumento di comunicazione della cultura del cibo italiano, capace di unire tradizione produttiva, sostenibilità e design contemporaneo.
Un modo per ricordare come, anche nella scelta di alimenti quotidiani come la pasta, qualità della filiera e attenzione al prodotto possano contribuire a un rapporto più consapevole con il cibo e con ciò che portiamo in tavola.

