“Sono trascorsi ormai quasi tre anni dalla chiusura del Centro Sportivo Saini, affidato all’Università degli Studi di Milano, e ad oggi gran parte dell’impianto continua a rimanere inutilizzabile. Nell’autunno del 2023 la chiusura dell’intero complesso, compresa la piscina scoperta, venne giustificata con la necessità di eseguire importanti interventi sugli impianti tecnologici, tali da rendere incompatibile la prosecuzione delle attività sportive. Oggi, però, la realtà appare ben diversa…” Così Davide Rocca, Consigliere del Municipio 4 per Fratelli d’Italia a Milano. E Milano per quanto riguarda piscine e impianti sportivi non è la città dei sogni che si vuole raccontare. Dal Lido, all’Argelati, alla pista dell’Arena a Centro XXv Aprile tanto per fare qualche esempio il piatto piange

E il Saini è uno degli esempi di quale sia stata la politca dell’imiantistica sportiva di Palazzo Marno, più attenta a “privatzzare” e a “dare in concessione” che non a tenere vive le strutture per pemettere a tutti ( non solo a chi se lo può permetere) di fare sport. ” A parte la realizzazione della nuova tribuna in prossimità della pista di atletica, all’interno del centro sportivo non si riscontrano interventi tali da giustificare una chiusura totale protratta per così tanto tempo- continua Rocca- È legittimo chiedersi perché sia stato necessario privare i milanesi di un patrimonio sportivo pubblico per anni se i lavori non sono stati avviati con la tempestività che era stata annunciata. Una programmazione più seria avrebbe consentito di organizzare gli interventi per fasi, limitando i disagi e mantenendo fruibili almeno alcune strutture, a partire dalla piscina scoperta, particolarmente preziosa durante le estati sempre più torride”

La chiusura della Piscina Saini pesa ancora di più in questi giorni di caldo estremo, quando migliaia di cittadini sono alla ricerca di luoghi pubblici dove trovare sollievo. Lasciare inutilizzato un impianto di questo valore rappresenta un danno per tutta la città. “Ancora una volta emerge un problema che riguarda il modo di amministrare Milano- conlude il consigliere di Fdi- grandi annunci, tempi dilatati e una gestione del patrimonio pubblico che non riesce a garantire ai cittadini servizi essenziali. Dopo quasi tre anni di attesa, non sono più accettabili rinvii o giustificazioni. E necaessario chiarire lo stato reale dell’intervento, il cronoprogramma dei lavori e la data certa di riapertura del Centro Sportivo Saini”