“È la prima volta che affronto una frazione nuoto in linea retta, di notte, illuminato solo dalla luce di un faro. C’erano molto vento e corrente, a un certo punto è stato faticoso. Anche la bici è stata fantastica, il Passo Gavia un po’ meno, soprattutto per la mia fisicità. La corsa, invece, un incubo: correre su così tante pietre è davvero duro. Un’esperienza comunque pazzesca…”. Sono le 18 passate da poco meno di dieci minuti quando il francese Issam Idjerouidene dopo 14 ore, 12 minuti e 13 secondi passa sotto la leggendaria finish line di AlpsMan Ponte di Legno by The Stone  ai 2.600 metri del Passo Paradiso accolto dalla maestosità del ghiacciao Presena.

Il triathlon all’ennesima durezza. E’ la fine del suo “viaggio”iniziato alle 4 del mattino nelle acque del lago d’Iseo tormentate dal vento e dalle correnti che hanno reso la vita dura a tutti i triatleti.  “E il triathlon estremo bellezza…”,  una delle sfide più dure:  3,8 km nelle acque del lago guidati solo dal fascio luminoso di un faro, 180 km in bici sulle strade della Val Camonica con oltre 4mila metri di dislivello positivo, misurandosi con tre salite leggendarie come il Passo Aprica, il Mortirolo e il Gavia e alla fine 39 chilometri di corsa lungo i sentieri dell’alta Valle Camonica partendo da Ponte di Legno per arrivare nella Val Presena fio al Passo Paradiso.

Oltre sei mila metri di dislivello da affrontare, da sfidare, da provare  “domare”. Alla fine, degli oltre 200 iscritti sono arrivati al traguardo in 93, contando anche chi ha percorso la distanza half e i team delle quattro staffette prove più “umane” anche se sempre toste. Tra le donne per prima è arrivata  la svizzera Sandra Wolf : “Nuotare è stato davvero difficile perchè c’era tanto vento- racconta- Vedevo la luce chiaramente e ho cercato di correggere più volte la traettoria ma non ha funzionato: sbagliavo sempre e ho fatto una nuotata molto dura. Ho quasi avuto il ‘mal di mare’ per tutto quel vento sull’acqua. La bici è stata perfetta , la prima salita è stata proprio bella, ma poi la discesa lunghissima. Non ho mangiato abbastanza e sono arrivata in fondo male. Al Gavia è stata dura nella parte della foresta dove il pendio era tanto ripido e non si potevano fare curve. Molto contenta di essere arrivata lassù”.

AlpsMan by The Stone è la nuova avventura che unisce la storia decennale di The Stone alla passione di AlpsMan Annecy, appuntamento dell’ultra triathlon alpino, grazie alla sinergia tra AlpsMan e TriO Events, con la partnership di Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Comune di Iseo e Comune di Ponte di Legno.  Tra le novità più apprezzate di questa edizione, l’Half Triathlon che ha offerto un’esperienza intensa e spettacolare, pur su distanze ridotte rispetto alla Xtrem. La frazione di nuoto, più breve, ha comunque regalato il fascino unico dell’attraversamento del lago nelle ore notturne. La frazione ciclistica, lunga 145 km e caratterizzata da 2.790 m di dislivello positivo, ha seguito gran parte del percorso della gara principale fino a Ponte di Legno con gli atleti che si sono confrontati con due salite simbolo del territorio, il Passo Aprica e il Mortirolo. La frazione run, di 22 km e 850 m di dislivello positivo, si è sviluppata attorno a Ponte di Legno e lungo il fondovalle, alternando tratti veloci e sezioni più tecniche in alcuni degli scenari più caratteristici dell’alta Valle Camonica: “È stata dura – spiega il bergamasco Matteo Andreini miglior tempo tra gli uomini in 8h27’50” – Con la scusa di partecipare a una half si cerca di andare molto più forte, ma è una competizione che merita tanto rispetto…”