Tutto ruota intorno a Donald

I mercati azionari asiatici hanno chiuso con una buona intonazione dopo che il governo degli Stati Uniti ha confermato che è in procinto di organizzare un secondo incontro tra il presidente Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un. L’annuncio è visto come un passo nella giusta direzione per la stabilità politica nella regione. Le relazioni politiche e commerciali sono in via di miglioramento anche altrove, dato che la Russia e la Cina stanno cercando di lanciare progetti per 100 miliardi di dollari attraverso decine di joint venture, e questo ha anche sollevato il sentiment del mercato. «La disputa commerciale tra Stati […]

  

Quanto (ci) costa la Brexit

Tutti pagheremo il conto della Brexit. Oggi la Gran Bretagna ha consegnato al presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, la lettera con la quale invoca l’articolo 50 del Trattato dell’Unione dando il via alla formale secessione dall’Unione europea. Il premier Theresa May nella missiva ha sottolineato che Londra non farà più parte del mercato unico e che è «necessario concordare le condizioni della nostra futura partnership contemporaneamente a quelle del nostro ritiro dall’Ue». Tuttavia, ha aggiunto, «se lasceremo l’Ue senza un accordo, la nostra posizione di base è che dovremo commerciare alle condizioni fissate dal Wto (Organizzazione mondiale del commercio)», mentre […]

  

Brexit, un affare per Milano

Mercoledì 29 marzo il premier britannico, Theresa May, invocherà l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, la norma che mette in moto la secessione di uno Stato membro dall’Unione europea aprendo due anni di negoziati per completarla. Questo significa che entro il 29 marzo 2019 Londra sarà fuori definitivamente dall’Ue, salvo che la Scozia riesca a indire entro quella data un altro referendum independista che, come conseguenza, avrebbe il remain di Edimburgo. Secondo uno studio elaborato dal Ceps per conto del Parlamento europeo, la perdita di Pil dal 2019 al 2030 determinata dalla Brexit sarà compresa tra lo 0,1 e lo […]

  

Brexit, è l’ora degli Etf «hedged»

Che fare dopo la Brexit? Come reagire all’apertura dei mercati domattina? Per rispondere a queste domande bisogna partire dai fondamentali macroeconomici della Gran Bretagna e vedere come le Borse potrebbero comportarsi. Londra ha un disavanzo delle partite correnti pari al 7% del Pil, perciò dovrà affidarsi ancor di più agli investitori esteri per finanziare un crescente deficit commerciale, a meno di una svalutazione della sterlina. È probabile che ciò si verifichi, commenta Victor Nossek, il direttore ricerca di WisdomTree (società che produce e distribuisce Etp, exchange traded products come Etf e Etc, ossia strumenti che replicano passivamente l’andamento di indici, di valute e commodities) poiché […]

  

#Hellone globalizzazione

È il più bel meme sulla Brexit spuntato sui social network: la regina Elisabetta e Filippo di Edimburgo che fanno «hellone» a tutti gli europei e tornano al loro splendido isolamento. Certo, adesso per la Gran Bretagna si aprirà una fase difficile, incerta viste le dimissioni del premier David Cameron, ma non si può dire che non abbiano saputo rivendicare un’autonomia che sentivano minacciata da Bruxelles e da Berlino, pur non facendo parte della moneta unica e pur potendo godere di alcune specifiche garanzie. Ecco ora, però, è il momento di fare un passo avanti e cercare di capire non solo cosa possa […]

  

Wall Street conta più di Bruxelles

Abbiamo pensato, abbiamo riflettuto, ci siamo commossi per gli attentati di Bruxelles. Ma, poi, alla fine prevale sempre una domanda utilitaristica e sacrosanta: «E ora che ne sarà dei nostri risparmi investiti? Ci dobbiamo aspettare un’altra turbolenza?». La risposta proviene da Stefano Gianti, Arnaud Masset e Yann Quelenn analisti di Swissquote, secondo cui «sicuramente le prossime trimestrali Usa detteranno il trend dei mercati nelle settimane che verranno». Come si vede dal grafico a fianco l’indice Eurostoxx 50 non ha per nulla risentito degli attacchi di Parigi di novembre scorso ma ha cominciato un triste declino verso la fine del 2015 quando si […]

  

#AddioMonti 1 – Mettete le sterline nel porcellino

Le dimissioni del premier italiano Mario Monti si inseriscono in un quadro macro-economico in miglioramento dopo le produzione industriale e le vendite al dettaglio cinesi hanno mostrato una forza inaspettata a novembre, lasciando cadere in secondo piano le incertezze legate al fiscal cliff, il precipizio fiscale che potrebbe scaricare sulle spalle degli americani tasse per altri 600 miliardi di dollari gelandone i consumi. Date queste premesse gli esperti di Cmc Markets, consigliano di non perdere di vista il mercato dei cambi, a partire dal cambio euro-dollaro che ha messo la retromarcia: qualora non tenesse quota 1,2880 potremmo presto tornare a 1,2800 mentre […]

  

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