Centoquattro giorni di guerra

Pubblichiamo un nuovo commento dell’esperto di comunicazione Fabrizio Amadori sulla guerra in Ucraina. «Il peggior nemico della Russia non è la Nato, è Putin. Da tale premessa si possono trarre le seguenti conseguenze: A Putin faceva più paura la libertà degli ucraini, e il loro desiderio di entrare nella Ue, che la Nato. L’Ucraina, insomma, doveva rimanere nella sfera d’influenza militare ed economica della Russia, anche per non creare un pericoloso precedente, con un effetto domino su almeno alcuni degli altri paesi ex sovietici. Peccato che sia la democrazia che la forza economica di Mosca sotto Putin siano state azzoppate. […]

  

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Inferno energetico – Wall & Street Live

«La situazione è drammatica. Fino al 2020 il gas d’estate costava 4-5 euro/megawattora contro gli 85-86 euro di adesso. In questo periodo si accumulano le scorte per l’inverno e si prenota la capacità sotto terra per gli stoccaggi. Gli operatori, però, non stanno facendo nulla, nonostante le pressioni del governo, perché non è conveniente. Al momento, non c’è certezza che l’anno prossimo ci sia gas a sufficienza per tutti e  questo vuol dire razionamenti, cioè che in Italia ci sarà chi avrà le forniture e chi no». Matteo Ballarin, presidente di Europe Energy che opera con il marchio Withu sul […]

  

Il prezzo della resa

Pubblichiamo una nuova analisi dell’esperto di comunicazione Fabrizio Amadori sulla guerra tra Russia e Ucraina.   «Oggi si vedono soprattutto due potenze darsi da fare per sostenere l’Ucraina. Una sono gli Stati Uniti e l’altra è il Regno Unito. Entrambe tali potenze hanno fornito armi di difesa a Kiev e sono pronte a spingersi oltre, a fornire anche armi di offesa, con buona pace di chi sostiene che dato che l’Ucraina è destinata a perdere tanto vale che lo faccia subito così da evitare ulteriori, inutilissimi spargimenti di sangue, anche se a dettare le condizioni di pace fossero gli invasori […]

  

Guerra energetica – Wall & Street Live

Questa mattina i futures sul gas naturale scadenza aprile hanno toccato quota 200 euro per megawattora ad Amsterdam. Il conflitto russo-ucraino sta creando una situazione potenzialmente devastante per le economie sviluppate perché consumatori e imprese si trovano a dover fare i conti con  i prezzi in salita a causa delle difficoltà di approvvigionamento alternativo a gas e petrolio russo. Mosca, inoltre, potrebbe utilizzare le materie prime come arma di ricatto nei confronti dell’Occidente affinché accetti il fatto compiuto. Abbiamo parlato dei problemi e delle prospettive per il settore energetico con Matteo Ballarin, presidente e Ceo di Europe Energy Holding che […]

  

La guerra dello zar

Pubblichiamo un’analisi sul conflitto russo-ucraino dell’esperto di comunicazione Fabrizio Amadori. «È da tempo che il cosiddetto “zar” cerca di riprendere il controllo delle ex repubbliche sovietiche, ed in particolare dell’Ucraina che, schiacciata come è tra Russia e Europa, occupa una posizione strategica sia verso Mosca che verso l’Occidente. Il primo problema tra Russia e Ucraina nasce dalla questione del Donbass ma anche, ripeto, da quello che Kiev vuol diventare, ossia un membro della Nato. Certo, questo metterebbe a rischio alcuni equilibri, ma esiste una gerarchia tra le ragioni difendibili a livello internazionale, e la principale, io credo, è che uno […]

  

Citofonare Putin – Wall & Street Live

L’inflazione dei prezzi energetici è un problema non solo per i consumatori, ma anche per il quadro macroeconomico del nostro Paese perché un eccessivo rincaro potrebbe minare dalle fondamenta la ripresa. In queste ultime settimane il prezzo del gas al megawattora ha superato i 100 euro per poi ritracciare sotto quota 90 euro, mentre il petrolio (sia il Wti che il Brent) è dalla scorsa estate stabilmente sopra gli 80 dollari al barile. Ma quali sono le cause di questo trend? Ne abbiamo discusso nell’ultima puntata del nostro live con Matteo Ballarin, presidente di Europe Energy che opera nella vendita […]

  

Bianconiglio Hacker – Wall & Street Live

In questa puntata di Wall & Street Live Alessandro Curioni, presidente e fondatore di Di.Gi. Academy, ci racconta della sua ultima fatica letteraria «Il giorno del Bianconiglio» (Chiarelettere, 256 pp, 15 euro), un giallo che svela i segreti della rete e mostra quanto siamo vulnerabili. Un cyberthriller che si ispira a fatti e ad attacchi realmente accaduti negli ultimi cinque anni, che hanno coinvolto sistemi estremamente critici di diversi Paesi.  «La storia nasce dalla mia fantasia cinque anni fa, ma poi è diventato un caso reale come l’attacco hacker russo al più grande oleodotto della East Coast», racconta Curioni aggiungendo […]

  

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Care bollette – Wall & Street Live

Il forte aumento delle quotazioni delle materie prime avrebbe portato ad un aumento di circa il 20% della bolletta dell’elettricità, se il governo Draghi non fosse intervenuto con il dl Lavoro per diminuire la necessità di raccolta degli oneri generali in bolletta del trimestre in corso. L’Authority energetica, l’Arera, ha così reso noto che l’incremento definitivo è del 9,9% per la bolletta dell’elettricità e del 15,3% per quella del gas nel terzo trimestre del 2021 per la famiglia tipo1 in tutela. In questa puntata di Wall & Street Live abbiamo affrontato questi argomenti con Matteo Ballarin, fondatore e presidente di […]

  

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Tutto ruota intorno a Donald

I mercati azionari asiatici hanno chiuso con una buona intonazione dopo che il governo degli Stati Uniti ha confermato che è in procinto di organizzare un secondo incontro tra il presidente Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un. L’annuncio è visto come un passo nella giusta direzione per la stabilità politica nella regione. Le relazioni politiche e commerciali sono in via di miglioramento anche altrove, dato che la Russia e la Cina stanno cercando di lanciare progetti per 100 miliardi di dollari attraverso decine di joint venture, e questo ha anche sollevato il sentiment del mercato. «La disputa commerciale tra Stati […]

  

Turchia come l’Argentina

La crisi della lira turca sta sconvolgendo i mercati questa mattina e mettendo sotto pressione UniCredit in quanto controllante dell’istituto turco Yapi Kredi. Ovviamente, il vulcanico presidente Reçep Tayyip Erdogan ha minimizzato la situazione parlando di un attacco speculativo guidato dagli Usa attraverso l’imposizione di dazi su alluminio e acciaionei confronti di un Paese sempre meno allineato nello scacchiere mediorientale. D’altronde, il presiente Donald Trump sembra giustificare questo tipo di interpretazione. I have just authorized a doubling of Tariffs on Steel and Aluminum with respect to Turkey as their currency, the Turkish Lira, slides rapidly downward against our very strong Dollar! […]

  

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