Discontinuità

Qualche giorno fa un inviato di guerra di una tv francese ha affermato di non aver mai visto orrori come quelli provocati dai russi in Ucraina. La sua testimonianza dovrebbe dimostrare che questo conflitto è peggiore di tutti gli altri, ma forse conferma solo qualcosa che sapevamo già: nelle guerre degli ultimi decenni in Paesi culturalmente remoti, i giornalisti avevano meno libertà di movimento, e il sangue che raccontavano era di un colore scuro e rappreso, come una testimonianza di seconda o terza mano. Paradossalmente, i rapitori e i tagliatori di teste in Siria e Iraq contribuirono a nascondere quello […]

  

Kung Fu Panda

Oggi racconto un piccolo ma significativo evento personale. Dal cocuzzolo della collina dove abito, ieri sono andato in bicicletta in città che dista una decina di chilometri. In una via particolarmente trafficata, un’automobile ha fatto una manovra azzardata, e io l’ho mandata a quel paese. Proprio solo un gesto con la mano. Non il dito, per intenderci. L’auto mi ha sorpassato sgommando, per poi fermarsi poco più avanti. Quando l’ho raggiunta, una bella donna sui trentacinque anni, e imbufalita, mi ha lanciato il guanto di sfida: «Se vuole, scendo!» ha urlato minacciosa con la portiera già aperta. Credo di averla […]

  

Ucraina, siamo ancora qua

Dopo un mese di guerra, gli ucraini resistono, e non si sono liquefatti, segno che i geopolitici nudi e crudi hanno un loro perché a bocce ferme. In tempo di guerra, la geopolitica entra in placche tettoniche che ridisegnano la superficie terrestre. Sia chiaro: su questo argomento ne so quanto voi. Mi esprimo a metafore perché è l’unico modo che ho per spiegare anche a me stesso. Gli unici ucraini che ho frequentato erano saldatori incazzati nel progetto oil & gas dove ho lavorato in Kazakistan. Sul fronte opposto, avevo sposato una russa di terza generazione dai globuli ciano-magenta. Mano […]

  

Ucraina, sanzioni & funambolismo

Le sanzioni contro la Russia adottate dalle democrazie occidentali, compreso il congelamento delle riserve in dollari della banca centrale russa, sono senza precedenti. L’intento è quello di svuotare le casse dell’aggressore, e inceppare in tempi rapidi la macchina della guerra. Nella drammaticità della situazione, è comunque interessante constatare che nessuno ha la più pallida idea se possa funzionare. Come fa notare Robin Hardin (Financial Times, 11 Marzo) nella guerra di Crimea dal 1854 al 1856, perirono centinaia di migliaia di persone, eppure durante il conflitto, il flusso di denaro tra Impero Britannico e Impero Russo non fu mai interrotto. L’aggressione […]

  

I Metternich da tastiera

«Un giornale, il giorno dopo, è buono solo per incartare il pesce» diceva Indro Montanelli molto prima che iniziasse l’era digitale. Da anni non è più così. Le parole in rete restano, vincolate da un contratto a tempo indeterminato con la realtà. Con la guerra alle porte, saltano uno dopo l’altro i parametri che fino a poco fa sembravano veri. Erano veri. Le parole usate per un articolo sulla guerra appaiono inappropriate a distanza di ore. Troppo fredde, asettiche, scollegate. Le parole, quando sono sconnesse dalla realtà, diventano viti spanate che stringono, stringono, ma poi si aprono agli antipodi, e […]

  

Ucraina, notizie in bianco o nero

Sui media è cominciata la fase del nero o del bianco, Tinte unite. Bipolari. Non sono ammesse gradazioni intermedie. Se riferito al presente, trovo che sia giusto così: Vladimir Putin ha invaso l’Ucraina e ora è il nemico. Punto. Ma la cultura del bianco o nero è come la cancel culture: è retroattiva. Si estende anche nel passato, e come una nube chimica in balia del vento, brucia tutto quello che incontra, rendendo indistinguibile il passato dal futuro. Le cause di quello che accade in Ucraina non importano più. Poco prima del mio ultimo articolo discutevo con un’amica di come […]

  

Ucraina, terra di confine

Nei primi anni Novanta ho vissuto per qualche tempo a Zlìn, Repubblica Ceca, ospite della tenera babička (nonnina) di uno scultore. Marie Holčíková era nata nel 1919, e ricordava ancora come un incubo il rombo degli aerei militari sovietici che per tutta la notte del 20 Agosto 1968 volavano a bassa quota nei cieli della Moravia, dalla Russia “con amore”. Ho aggiunto io “con amore”, ricordando l’incipit di Jacques e il Suo Padrone, dove Milan Kundera descriveva l’atteggiamento dei soldati russi all’indomani dell’invasione: «Noi amiamo voi Ceki!» disse a un posto di blocco l’ufficiale sovietico all’autore, dopo avergli fatto perquisire […]

  

La politica dei due cuori e una capanna

E’ successo di nuovo. Il 7 Aprile 2021, durante un vertice ad Ankara tra Unione Europea e Turchia, il presidente turco Recep Erdogan, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio Ue Charles Michel, entrarono in un salone con solo due poltrone e una specie di cuccia del cane in disparte. In seguito il video fu sottoposto a una meticolosa analisi Var, dove fu evidenziato lo scatto in avanti di Michel per accaparrarsi la poltrona alla destra di Erdogan. Ulteriori analisi dimostrarono come, sedendosi, Michel si fosse anche sistemato il “pacchetto” sacrificato in un […]

  

Benjamin Labatut, Quando Abbiamo Smesso di Capire il Mondo

Un giorno un giornalista chiese al primo ministro britannico Harold McMillan quale fosse stata la sfida più importante affrontata dal suo governo: «Events, dear boy, events!». Mi viene in mente queste frase quando cerco di decriptare l’enigma che regola il modo in cui un personaggio pubblico verrà ricordato. Uno può avere mille piani, ma alla fine sono gli eventi che mettono alla prova ognuno di noi. Ogni personaggio storico di prim’ordine NON verrà giudicato in base al comportamento medio della sua routine, ma dall’impresa più eclatante, la crisi, l’evento pubblico più importante che avrà affrontato. Più grande la crisi, e […]

  

Pascal Bruckner, Un Colpevole Quasi Perfetto

Per risollevare entità o persone in disgrazia, talvolta possono intervenire solo personaggi al di sopra di ogni sospetto, e quindi schierati all’opposizione. Fu Richard Nixon, un presidente americano di destra, che nel 1972 aprì le porte alla Cina comunista di Mao Zedong. Vent’anni più tardi toccò a un suo successore di sinistra sdoganare lo stesso Nixon, che nel frattempo era caduto in disgrazia dopo lo scandalo Watergate. L’unico che potè permettersi di restituirgli dignità e autorevolezza fu Bill Clinton, non certo i Repubblicani Ronald Reagan e George Bush sr che durante i loro mandati si tennero sempre il più distanti […]

  

Il blog di Andrea Pogliano © 2026
jQuery(document).ready(function(){ Cufon.replace('h2', { fontFamily: 'Knema' }); }); */ ?>