La società erbivora e l’irresistibile sapore della carne

Noi occidentali ci sentiamo erbivori, ruminanti, amanti della pace, ma deleghiamo a eserciti molto carnivori il compito di difendere i nostri interessi. Allo stesso modo, non abbiamo mai smesso di vendere armi micidiali a cani e porci. La retorica dell’esistenza erbivora ci è sfuggita di mano, e abbiamo perso il rispetto del resto dell’umanità che ci considera insopportabili ipocriti. Qualche tempo fa Gideon Rachman, editorialista del Financial Times, ha scritto un articolo interessante su questo tema: le democrazie sono ipocrite, ma i regimi sono fabbriche di bugie. “Il caratteristico vizio occidentale è proclamare un ideale o una politica, per poi […]

  

Israele e dintorni

Perchè i media occidentali obbligano chi è tendenzialmente filoisraeliano come me a condividere le opinioni di odiosi regimi autoritari sulle responsabilità di quello che sta accadendo in Israele? Perchè dobbiamo guardare Al Jazeera per conoscere il numero dei morti dal 2008 fino all’attacco di Hamas del 7 Ottobre 2023? Morti israeliani: 308 Morti palestinesi: 6.407 Esiste una via di mezzo tra la folle rincorsa al “puro più puro che ti epura” del politicamente corretto, e il tentativo di raccontare la semplice verità, senza prenderci per i fondelli. E’ possibile difendere i valori occidentali, ma riconoscere che il nostro atteggiamento da […]

  

Nodo-scoop: le razze NON hanno smesso di esistere

Sostenere che le razze NON esistono perchè lo dice la genetica, significa affermare che un concetto perde il suo significato originale quando una disciplina nata in un secondo tempo non ne dimostra l’esistenza. Follia. Eliminare dal linguaggio parole scomode è come applicare la logica sballata di Procuste, che anzichè allungare il letto, accorciava gli arti. Quando la scienza riduce il numero dei vocaboli a disposizione anzichè ampliarlo, c’è lo zampino della politica che quando non capisce, sfronda e nasconde sotto il tappeto. Negare il concetto di razza per prevenire gli effetti nocivi che la parola ha scatenato in passato è […]

  

Il nuovo significato di una parola

Se in un futuro distopico il “sentire comune” includesse il gatto nella categoria dei re della foresta, da un giorno all’altro i media impazzirebbero con una notizia sconvolgente: “LE CASE ITALIANE SONO INFESTATE DAI LEONI”. La domanda è: prenderemmo quella notizia sul serio? Basta l’uso di un termine dal senso completamente stravolto per rievocare il terrore del suo antico significato? Dal modo in cui l’etica contemporanea ha espanso il significato della parola “stupro”, pare proprio di si. Ricapitoliamo. Una donna può decidere di divertirsi, ubriacarsi, drogarsi, concedersi intimamente, addormentarsi, svegliarsi intontita, pentirsi, e dopo qualche settimana denunciare di aver subito […]

  

Assembramenti psichici

Date agli abitanti di un quartiere un gruppo Whatsapp intitolato a un nuovo vicino sufficientemente “strano”, e in poco tempo lo trasformeranno in potenziale orco. Si chiama contagio psichico, e l’era digitale ha peggiorato questo fenomeno. Prima esisteva la piazza dove il contagio, la maldicenza, si trasmetteva in progressione aritmetica di bocca in bocca. L’era digitale non ci ha resi più illuminati o più imbecilli, ma infinitamente più rapidi, e il contagio ha subito un’accelerazione geometrica. E’ quello che è accaduto lo scorso Marzo quando è fallita la californiana Silicon Valley Bank, con un effetto domino su altre tre banche. […]

  

La “frase matta” nel Trattato Italia Francia

Stefano Bartezzaghi è un minatore di “frasi matte” tratte dalla vita di tutti i giorni. Una delle più divertenti è la deposizione di una donna in un tribunale americano: «E’ mai andata a letto con quest’uomo a New York? Mi avvalgo della facoltà di non rispondere. È mai andata a letto con quest’uomo a Chicago? Mi avvalgo della facoltà di non rispondere. È mai andata a letto con quest’uomo a Miami? No». Ho trovato una “frase matta” anche nelle 15 pagine del Trattato del Quirinale tra Italia e Francia (qui), siglato il 26 Novembre 2021 da Mario Draghi ed Emmanuel […]

  

Al lupo! Al lupo!

«Urlate piano!» Si raccomandava negli anni Settanta la mamma di un amico di mio fratello, quando l’orda di unni-baby-boomer amici di suo figlio invadevano la casa. Possiamo alzare o abbassare il volume della voce, ma una volta emesso il massimo urlo, quello resta. L’urlo di Munch è unico in qualsiasi circostanza. Così come il grido di allarme, anche le parole sono sempre a rischio di inflazione galoppante (troppe parole che inseguono allarmi troppo esigui), specialmente davanti a un’innovazione tecnologica che minaccia di stravolgere la nostra vita. Gli effetti della tecnologia sono esponenziali, mentre le parole di allarme raggiungono picchi che […]

  

C’est le ton qui fait la musique

Nei film hollywoodiani con venature patriottiche, spesso il cretino ha l’accento francese, oppure ha vezzi riconducibili ai cugini d’oltralpe. Ne ricordo due: in Die Hard I, la macchietta che cerca di scendere a patti con i terroristi assomiglia allo stereotipo dell’uomo francese visto dagli Stati Uniti; inutile dire che finisce molto male. Il film Flight 93 narra la storia di uno dei voli dirottati l’11 Settembre, con l’eroico sacrificio dei passeggeri grazie al quale l’aereo si schiantò in aperta campagna, anzichè sul Campidoglio. L’unico codardo che nel film vuole trattare con i tagliagole islamici ha un inequivocabile accento francese. Questa […]

  

Anche Cenerentola era una “sorellastra”

Il termine “propaganda” subisce sui media una deformazione simile alla parola “sorellastra” nelle fiabe: nel nostro inconscio quel vocabolo dal suono sgradevole è riferito solo alle due ragazze cattive, eppure anche Cenerentola era la sorellastra delle figlie di suo padre. Allo stesso modo, la propaganda non è solo quella di Joseph Goebbels ai tempi del nazismo, oppure quella di Vladimir Putin in età contemporanea. Anche i “buoni” la praticano, e trae in inganno esattamente come quella dei “cattivi”. Definizione di propaganda su Treccani: «Azione che tende a influire sull’opinione pubblica (…) È un tentativo deliberato (…) di plasmare percezioni, manipolare […]

  

Fluide Époque

Al Festival di Sanremo è andata in onda una divertente metafora di questa nostra “Fluide Époque”, con contraddizioni degne del teatro dell’assurdo. Il cantante Rosa Chemical, nato maschio solido, ma che con il passare degli anni è entrato in una dimensione fluida, ha sorpreso tutti mimando un atto sessuale con Fedez (qui). Quando poi gli ha sparato un bacio in bocca, l’altro non sembrava particolarmente consenziente; forse solo accomodante. Era il tipico scherzo da prima media di noi boomer, ma con i tempi che corrono, se Rosa Chemical avesse messo in atto la stessa carnevalata con Chiara Ferragni, anzichè con […]

  

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