Il primato del doping
Non vale. Non vale perché i record che arriveranno (perché arriveranno) non saranno validi e perché nello sport il doping è oggi (e si spera per sempre) una scorciatoia vietata. Ma anche se tutto deve ancora succedere perché gli Enhanced games, le olimpiadi del doping libero, cominceranno domani nella scintillante Arena da 20 milioni di dollari costruita in men che non si dica nel Resorts World di Las Vegas, proprio sulla «Strip» una delle vie simbolo di questa città, molto è già successo.
Non è sport, non nel senso «etico» in cui siamo abituati a declinarlo, ma non è neppure un «circo» dove ex atleti e vecchi arnesi proveranno con il «trucco» a fermare il tempo. Gli Enhanced Games sono una sfida sportiva atutti gil effetti ma che va oltre il nuoto, l’atletica, il sollevamento pesi, le tre discipline in cui si misureranno i 50 atleti in gara. Sono il simbolo di ciò che può diventare oggi lo sport quando passione e cultura lasciano il passo al business, al guadagno e ad altre derive. Una sfida che gli organizzatori assicurano «stellare» grazie a finanziamenti di grandi nomi dell’economia mondiale come il fondatore di PayPal Peter Thiel, il miliardario e imprenditore tedesco Christian Angermayer pioniere nel campo delle criptovalute ma soprattutto in quelli delle biotecnologie e delle scienze della longevità e Donald Trump Jr, primogenito del presidente Usa, e vicepresidente della Trump Organization, la holding che gestisce l’impero di famiglia. Per le gare è stato stanziato un montepremi quasi infinito: un milione di dollari andrà a chi farà registrare un nuovo record mondiale e 250mila dollari andranno comunque a chi vincerà la sua gara.
Lo scenario è surreale e un po’ da fantascienza. Saranno ammessi (anzi consigliati dagli staff medici) anabolizzanti, stimolanti, e steroidi, diuretici, beta-bloccanti e ormoni della crescita. Per chi ama lo sport tutto ciò è il peggiore degli incubi, ma nella mente visionaria di Aron D’Souza, il ricco avvocato di Melbourne che ha partorito i Giochi «migliorati» l’orizzonte è un altro: «Questa è la strada verso la vita eterna – racconta – Sarà il modo in cui realizzeremo tecnologie di medicina della prestazione che ci regaleranno atleti migliori ma anche uomini migliori che resteranno giovani e performanti per più tempo. E chi non vorrebbe essere più giovane per più tempo?». Souza ha incassato la partecipazione di sei ex campioni del mondo tra cui due olimpionici: il nuotatore australiano James Magnussen più volte iridato nei 50 stile libero e il sudafricano Roland Schoeman oro nella 4×100 ai Giochi di Atene nel 2004, Benjamin «Ben» Proud, Hunter Armstrong, Fred Kerley, Max McCusker. In gara nei 50 stile ci sarà anche il greco Kristian Gkolomeev, 4 olimpiadi alle spalle. Lo scorso anno, dopo due settimane in cui aveva lui stesso ammesso di essersi sottoposto protocolli farmacologi sotto stretta osservanza medica, nei test degli Enhanced Games aveva nuotato in 20.89, nuovo record del mondo subito ricompensato con un assegno da un milione di dollari. Ora il primato maschile appartiene all’australiano Cameron McEvoy che senza «aiuti» pochi mesi fa in Cina ha fermato i cronometri nei a 20.88 Gkolomeev domani torna in vasca per provare a batterlo di nuovo. C’è un altro milione di dollari che lo aspetta.
