Alla biblioteca dello sport il Mondiale è “Tutto molto bello…”
«Tutto molto bello…» non era solo uno dei modi, eleganti e formidabili, di raccontare il calcio di Bruno Pizzul, quando il calcio era un altro calcio e le telecronache altre telecronache. «Tutto molto bello…» era un altro mondo, che purtroppo non c’è più e che lascia spazio alla giusta malinconia. Sì perchè era tutto molto bello quando le partite si ascoltavano alla radio ( solo i secondi tempi…), quando non c’erano spezzatini, anticipi, posticipi, lunch-match e incontri al lunedì e anche al martedì. Quando non si faceva indigestione di replay, quando chi era in campo non si metteva le mani davanti alla bocca per mascherare il labiale, quando si esultava per un gol senza aspettare che fosse il Var a dare il via libera per gioire. Era il calcio di chi aveva “il problema di girarsi…” che, a pensarci adesso, era tutto fuorchè un problema, perchè era la poesia di uno sport che oggi si è parecchio imbarbarito, che ha sostiuito i cummenda un o’ ruspanti con i famelici procuratori e che all’ “amalgama”, che non si sapeva bene cosa fosse ma se “serve lo compriamo…” come disse l’indimenticabile Angelo Massimino presente del Catania Calcio, oggi preferisce algoritmi e plusvalenze. “Tutto molto bello…” era nello stesso tempo cronaca, commento, sintesi…Non serviva altro. Nè urla, nè aggettivi roboanti per dare «dignità» a ciò che spesso è solo un semplice passaggio di lato, che poi quando arrivano un gol o un gesto davvero degni di nota gli aggettivi sono già stati tutti usati e allora non resta che alzare a dismisura e in modo fastidioso il tono della voce.
“Tutto molto bello…” è un’ altra vita. E allora, aspettando i prossimi mondiali di calcio che l’Italia starà a guardare diventa una giornata culturale e pop dedicata all’«attesa» organizzata domani dalla Biblioteca dello Sport Gianni Mura nel quartiere Isola in Via Confalonieri al 3 a Milano Realizzato in collaborazione con gli studenti del Master «Comunicare lo Sport» dell’Università Cattolica vuole riportare il Mondiale alla sua dimensione più umana, intima e viscerale: quella del racconto, del gioco, degli oggetti simbolici e della memoria condivisa. Proverào a intrecciare generazioni, linguaggi e immaginari diversi, trasformando l’attesa della competizione in un momento di partecipazione collettiva. «Anche senza Italia, il mondiale è uno scrigno potentissimo di storie e linguaggi, l’occasione per leggere il mondo che cambia attraverso il pallone- spiega Paolo Maggioni, giornalista RAI e ideatore della Biblioteca dello Sport- Il nostro cortile diventa così un palco dove incrociare immaginario popolare nostalgia azzurra…». La cornice è quella tipica di un cortile della vecchia Milano, con i caratteristici balconi a ringhiera che faranno da sfondo a talk letterari, tornei di Subbuteo, esibizioni artistiche e momenti di intrattenimento musicale e pop. Inoltre, saranno presenti alcune maglie vintage dei Mondiali, presentate in un suggestivo allestimento sospeso, fissate ad un filo con tradizionali fermagli in legno per rievocare le atmosfere autentiche del passato. Tra i protagonisti giornalisti, scrittori e artisti: Carlo Pizzigoni, Pino Frisoli, Alberto Molinari, Sergio Giuntini e Marco Villa, alias Ted Bee. “Tutto molto bello…” ma bello davvero.
