Tadej Pogacar domina il Tour. Per scaramanzia non si può dire che l’ha già vinto ma in realtà sul modesto strappo del Montjuic si era già capito come sarebbe andata a finire. Poi Les Angles, poi Gavarnie, poi Le Ljoran…Insomma è già finita qui. Nessun “giallo” perchè il giallo è saldamente il colore di questo fenomeno sloveno che ormai insegue solo record, che non ha avversari, che va il doppio, che non lascia briciole. E allora? In un mondo normale sarebbero solo applausi scroscianti e per fortuna la maggioparte applaude. Però c’è anche chi fischia. Liberi tutti di fischiare, i campioni si scelgono e ognuno sostiene i suoi. Ma ciò che sfugge è il motivo per cui un ragazzo come Tadej Pogacar meriti di essere fischiato. E’ un campione, ha modi educati, è sempre sorridente e disponibile, mai prepotente, è leale con gli avversari che batte e quando perde (raramente) rende onore ai vincitori anche quando “brucia” come pochi mesi fa a Roubaix con Wout van Aert. E allora perchè vine fischiato Tadej? Forse perchè vince troppo? Forse perchè dopo una settimana ha già “ucciso” il Tour? Forse perchè non ha un rivale che tenga viva la contesa fino all’ultima tappa? Domande che non hanno una logica risposta perchè l’unica, paradossale, risposta a tanta classe e a tanto talento sarebbe  solo quella di chiedegli di rallentare, di fermarsi, di non vincere…Che non è pensabile perchè lo sport, l’agonismo, la sfida non prevedono questa opzione. E poi perchè fischiare un ciclista che ha riportato con le sue imprese il ciclismo a splendori antichi, che lo ha liberato dalle tattiche, che lo ha reso epico con fughe da 40, 80, 100 chilometri, che lo sta rendendo figo e attraente?  C’era un ciclismo prima di tadej Pogacar c’è ora il suo: dominante, forse scontato, eccessivo, strabordante ma comunque entusiasmante. Il resto conta il giusto, così come i fischi che si perdono al passare delle sue ruote…