Dal Dallas Stadium di Arlington un saluto e un grazie ai telespettatori. Nulla più, come sempre, come nel suo stile. La semifinale mondiale tra Francia e Spagna è stata l’ultima telecronaca di Stefano Bizzotto per la Rai. Nato a Bolzano nel 1961 è entrato nella testata giornalistica della tv pubblica nel ’91 dopo aver lavorato nelle redazione dell’ Alto Adige e della La Gazzetta ed è diventato in tuti questi anni anni una delle voci di riferimento del calcio e dei grandi eventi sportivi dai tuffi all’hockey, dal pattinaggio allo slittino allo short track raccontando nove Campionati del Mondo, sette Europei di calcio, sette Olimpiadi estive e sette invernali.  Poche sere fa al suo fianco in questa ultima avvenura mondiale americana c’era come sempre Andrea Stramaccioni nel ruolo di commentatore tecnico: “E’ stato veramente un onore aver potuto fare questo Mondiale insieme a te Stefano” ha sottolineato l’ex allenatore dell’ Inter.   Competente, informato, misurato, puntuale, Bizzotto è diventato negli ultimi anni una delle voci più amate dal pubblico Rai .  Mancherà.  Mancherà perchè mancheranno la sua comptenza e la sua cmostezza ma soprattutto mancherà un modo di raccontare il calcio e lo sport in genere che si sta perdendo.  Sostituito purtroppo da voci urlanti, da aggettivi roboanti anche per un semplice passaggio di piatto, da telecronisti “vanesi” che più che le partite raccontano se stessi, da commenti tecnici deliranti di personaggi ancor più deliranti in un mondo al delirio. Un mondo dove gli sciocchi sono sicuri di sé e gli intelligenti pieni di dubbi…