Milano non ha piscine? Si nuoti in Darsena (i triatleti già lo han fatto)
“Visto che il Comune lascia le piscine chiuse e i milanesi sono costretti ad accalcarsi nei pochissimi impianti aperti, la Giunta renda balneabile la Darsena, sul modello di quanto fatto a Parigi con la Senna…”. Così Samuele Piscina, consigliere comunale e segretario provinciale della Lega e Giovanni Binda, capogruppo del Carrocio in Municipio 6. “Per questo motivo abbiamo depositato una mozione ufficiale sia in Consiglio Comunale che in Municipio 6 – spiegano i leghisti – Milano sta affrontando temperature estive soffocanti e la necessità di rinfrescarsi è ormai un tema d’emergenza che colpisce soprattutto chi non ha la disponibilità economica per andare in ferie al mare. Per noi l’accesso ai bagni pubblici è un diritto sociale e un presidio sanitario minimo…”.
La situazione delle piscine in questi ultimi anni non è da città europea quale Milano dice di essere. In realtà non è proprio da città civile. L’elenco delle strutture chiuse o indisponibili è lungo: Argelati, Lido, Scarioni, Saini, Giovanni da Procida, Cambini-Fossati, Muggiano, De Marchi e Quarto Cagnino. E allora, un po’ per provocazione e un po’ sul serio torna d’attualità la Darsena magari pensando a Parigi. Se i parigini possono fare il bagno nel loro fiume, perché i milanesi rimasti a soffrire il caldo in città non possono farlo in Darsena, ovviamente riportata in condizioni decenti per qualità delle acque? A Parigi in realtà non è andata benissimo e non è andata così perche la Senna non è proprio un modello di sostenibilità ambientale che si vuol far credere e basta ricordarsi di quanto successe agli atleti che nuotarono in quelle acque nelle gare per i Giochi olimpici per rendersi conto che più che la ragione ambientalista valse ( e vale) quella della propaganda.
A Milano l’idea di far tornare la Darsena come la piscina aperta dei milanesi più o meno segue la stessa logica anche se va detto che in quelle acque molti milanesi hanno già nuotato negli anni passati. Una quindicina di anni fa furono i triatleti a provarci in diverse edizioni del Triathlon olimpico di Milano che un anno partì proprio dall Darsena e qualche anno dopo dalla Canottieri olona. Millecinquecento metri di nuoto nel cuore della città, poi la frazione in bici attraversando il centro e la corsa finale nel parco Sempione tra Triennale e Castello. Una meraviglia. Che come tutte le cose meravigliose non si replicò più, per l’ostilità che questa città riserva a tutti i grandi eventi sporttivi vissuti sempre con un po’ ( un bel po’) di fastidio e un po’ perchè chi amministra non vuole guai e, soprattutto, non vuole inimicarsi il consenso per permettere a 500 triatleti di gareggiare. Tant’è. Anche per questo nuotare in Darsena sarebbe bello, ma resta un sogno e una provocazione politica…
