Battocletti l’oro della della straordinaria “normalità”
Sembra tutto straordinariamentre normale, ma non lo è. Dopo i 5.000, Nadia Battocletti cambia marcia negli ultimi 250 e vince in progressione anche i 10.000 metri a Birmingham nei campionati europei di atletica. È poker per lei dopo il doppio titolo degli scorsi campionati a Roma due anni fa. “Sono felice che mio padre mi segua ma sono circondata da tante spersone che mi vogliono bene. Oggi mi sono sono divertita. Avrei voluto fare un paio di azioni, ma mi hanno preceduta e io le ho seguite. Forse dovrei essere un pochino più convinta dei miei mezzi. Da Tokyo sono molto più tranquilla. È stata una bella gara ed è andato tutto bene”. Bene , anzi benissimo. Certo, sono i campionati europei, non ci sono le atlete africane ma ormai la campionessa azzurra è una delle regine indiscusse del mezzofondo mondiale. Non vince, domina. Quando decide di cambare la gara la cambia, accelera e se ne va come se fosse di un altro pianeta
Così, come se fosse tutto facile, naturale, nelle cose. In un mondo di eccessi Nadia Battocletti, 26 anni di di Cles, fa tutto ciò con una naturalezza disarmante, che tradisce e nasconde chissà quali sacrifici, chissà quale tenacia, determinazione e carattere. E’ è il ritratto di un mondo a cui forse non siamo più tanto abituati fatto più di sostanza che di apparenza, di buone maniere, di dichiarazioni a modo mai sopra le righe, lontano dai riflettori, “normale” nella sua formidabile grandezza ” Al di là dei risultati è l’affetto della gente che mi rende felice- spiega a caldo dopo la vittoria europea- Ricevo tantissime lettere da bimbi di 7 anni fino ad adulti di ottanta e mi dicono tutti che do loro la forza per superare le difficoltà ma in realtà sono che prendo forza dalle loro parole. Credo che la vita migliori quando uno si circonda di persone felici ed è ciò che sto cercando di fare…”
Una strada di successi, passo dopo passo, in pista, nel cross dove sono arrivati in questi anni titoli e medaglie. La sua è una corsa che scorre nel sangue ma non da subito presa in eredità da sua mamma, Jawhara Saddougui, ex mezzofondista marocchina e suo papà Giuliano, maratoneta trentino nonchè suo allenatore. Prima di provarci, e fortunatamente di scegliere, ha provato con il tennis, con le danza, con l’arrampicata, sostenuta, incoraggiata ma libera di decidere. Come sempre dovrebbe essere.
Ventisei anni di Cles ma cresciuta a Cavareno ha vinto la medaglia d’argento nei 10mila ai Giochi olimpici di Parigi due anni fa, è campionessa mondiale indoor dei 3000 metri piani a Toruń 2026 e ha vinto due medaglie (un argento e un bronzo) ai Mondiali di Tokyo 2025. E’ campionessa europea nei 5000 e nei 10000 metri piani a Roma 2024 e primatista italiana dei 5000 e dei 10000 metri piani, nonché dei 5 km e dei 10 km su strada, dei 1500 metri piani indoor e dei 3000 metri piani (sia outdoor che indoor). Detiene inoltre le migliori prestazioni italiane under 20 e under 23 dei 3000 metri piani (sia outdoor che indoor). Oltre all’attività agonistica, dopo il diploma al liceo scientifico studia Ingegneria edile e Architettura presso l’Università degli Studi di Trento
Rigore e gentilezza che le hanno regalato un sogno che la stanno portando dove non si poteva immaginare. O forse sì. Perchè ancora non ci si rende perfettamente conto del valore assoluto delle imprese, delle medaglie che questa campionessa sta colorando di azzurro, forse non si capisce quanto questa ragazza stia facendo in un “pianeta”, quello del fondo e del mezzofondo, che ormai da lustri è praticamente terra proibita per tutti, dominio esclusivo di etiopi e keniani. Un sogno che non finisce perchè molto si può ancora scrivere. E Nadia c’è, perchè ormai c’è sempre.
