I Trofei e lo sport gratis per i bambini: un seme per farli crescere
A tenere a “battesimo” i quasi novemila studenti finalisti scesi in pista pochi giorni fa all’Arena Gianni Brera per le finali della 63ma edizione dei Trofei di Milano c’erano la medaglia d’oro olimpica di Milano Cortina nello short track Elena Confortola e gli olimpionici del pattinaggio Charlène Guignard e Marco Fabbri. Il tripode acceso e l’inno di Mameli suonato della Fanfara 3° Reggimento Carabinieri e dalla Fanfara 1^ Regione Aerea hanno dato il via ad una festa che è ormai una grande tradizione sportiva milanese (e non solo milanese) che quest’anno ha coinvolto oltre 60mila ragazzi delle scuole primarie tra lombardia e Veneto.
Ma i «Trofei di Milano» non sono solo una grande manifestazione sportiva che in tutti questi anni ha portato in pista oltre tre milioni e mezzo di giovanissimi studenti la metà dei quali ragazze. Sono il «seme» dello sport, quello del futuro, quello che verrà, più un investimento culturale che agonistico. Perchè in tutto questo tempo i Trofei sono entrati nelle scuole, hanno raccontato i buoni valori ai ragazzi, li hanno portati a correre, a saltare, a giocare, a divertirsi a dimenticarsi per qualche ora degli smartphone, in un certo senso a connettersi con la vita reale. Hanno insegnato loro il giusto piacere della fatica, della competizione, della lealtà e del rispetto. Hanno spiegato ai giovanissimi, e pare che ce ne sia davvero tanto bisogno, che nella vita si può vincere ma si può anche perdere, che non è un dramma, che si può ricominciare a patto di sapersi rimboccare le maniche.
E così si va avanti, Così si “semina”, così si cerca di trasferire nelle scuole, tra i giovani, magari anche alla famiglie quale sia il valore della pratica sportiva, dell’olimpismo. Si cerca di far cultura aprendo gli archivi ricchissimi della Ficts, la Fédération Internationale Cinéma Télévision Sportifs (a cui aderiscono 130 Nazioni – www.sportmoviestv.com), l’unica Federazione del settore riconosciuta dal CIO, e proiettando immagini di campioni, di sfide, di grandi imprese e grandi storie da rivivere e raccontare. E poi ovviamente si fa sport. Si portano i ragazzi a correre, saltare, lanciare in una versione aggiornata di ciò che un tempo erano i Giochi della Gioventù che qualcuno rimpiange e che il mistro dello Sport vorrebbe tanto far rinascere
“L’obiettivo principale dei Trofei è da sempre quello di avvicinare i giovani ai valori dell’Olimpismo, promuovendo inclusione, rispetto e solidarietà attraverso lo sport- racconta Franco Ascani, membro del Cio e organizzatore- Un progetto formativo ed educativo che, fin dalla sua prima edizione, offre gratuitamente a migliaia di studenti la possibilità di vivere un’esperienza unica di crescita personale e collettiva. Quella di quest’anno è una vera e propria “legacy” dei Giochi e ha segnato un traguardo storico: la partecipazione di 61.053 studenti provenienti da 118 scuole elementari e medie della Lombardia e del Veneto”
Una storia che continua. Un piccolo miracolo che porta lo sport senza nulla chiedere tra i giovanissimi e conferma, se ce ne fossse bisogno, come nel nostro Paese c’è sempre chi con passione arriva dove altri dovrebbero arrivare e invece latitano. «I Trofei così come li abbiamo sempre intesi e pensati sono senz’altro un’occasione fantastica per rilanciare questa concezione di sport per tutti- spiegava tempo fa Ascani alla vigilia di Milano-Cortina- Si deve ragionare anche su questo cominciando dai bambini, dalle scuole. Con i Trofei di Milano ci abbiamo sempre creduto. L’olimpiade ha un senso per ciò che rappresenta, per ciò che porta ad una città in termini economici e di immagine ma ha soprattutto un senso per ciò che lascia in eredità. E’ importantissimo che resti una pista di pattinaggio ma è forse più importante che lo spirito dei Giochi riesca a “contagiare“ le nuove generazioni, altrimenti passano e vanno». E i Trofei un piccolo seme lo piantano ogni anno…
