Chissà se nella sala di comando di Piazza Beccaria i vigili si saranno ricordati ieri di spegnere le telecamere… Altrimenti Fredrik Dversnes Lavik, il ciclista norvegese della Uno-X Mobility che in Porta Venezia ha vinto la 15ma tappa milanese del Giro ad oltre 51 chilometri orari di media dovrà seriamente cominciare a preoccuparsi.

A Milano non si scherza con le multe. E a ricordarlo al gruppo e alle ammiraglie che ieri sfrecciavano veloci sui viali delle circonvallazioni ci ha pensato un milanese tutto giallo travestito da autovelox che ha sfidato i 35 gradi e la calura da piena estate. Applausi per lui e applausi per tutti. Milano da cinque anni aspettava il Giro e il Giro è finalmente tornato con uno spettacolare circuito di sedici chilometri tra viale Toscana, corso Lodi fino in piazzale Loreto per poi finire in centro con una fuga a quattro che ha beffato il gruppo.

Una festa di sport, con il pubblico delle grandi occasioni che, anzichè andare fuori porta come spesso fanno i milanesi la domenica, ha deciso di restare e si è assiepato sulle transenne «armato» di pazienza e (ovviamente) di telefonini. Per un giorno la città che in questi anni ha fatto una «dolce» scommessa sulla mobilità a due ruote si è scoperta davvero «ciclistica», senza ideologie, senza polemiche e senza proteste.

«Milano aspettava il Giro da cinque anni e quella di oggi è stata una grande festa- ha spiegato il sindaco Giuseppe Sala al traguardo in Porta Venezia- Io ho sempre pensato che una sfida a cronometro sarebbe stata più bella da vedere ma sinceramente mi devo ricredere e dare ragione all’organizzazione di Rcs. Basta vedere quanta gente c’è sulle strade per capire che funziona: l’idea del circuito è davvero spettacolare». Spettacolare per chi era venuto a fare il tifo ed ad applaudire un po’ meno per chi s’è ritrovato a pedalare tra incroci, chicane e qualche tratto di pavè, tant’è che la maglia rosa Jonas Vingegaard a una quarantina di chilometri dalla fine si è fatta portavoce del gruppo e ha ottenuto dalla giuria che la corsa per la classifica generale fosse neutralizzata all’inizio del terzo giro. Ma poco è cambiato, anzi nulla.

Milano ha onorato il suo Giro ritrovato e ora, dopo una separazione durata cinque anni, è pronta ad un giuramento di fedeltà. «Riportare la tappa finale qui sarebbe un sogno- ha confermato il sindaco che il prossimo anno terminerà il suo mandato- Purtroppo non toccherà più a me ma credo che una riflessione sia da fare. Sono un fanatico del ciclismo, sarebbe molto bello, ci ragioniamo. Da qua in poi cercheremo di rilanciare». Intanto il Giro passa e va. Oggi si prende un giorno di riposo in vista delle ultime, decisive, giornate alpine per poi terminare domenica prossima a Roma. «Oggi il Giro è tornato a Milano dopo un’assenza troppo lunga e domenica prossima sarà Roma dove sta terminando da qualche anno – commenta il presidente della Lega ciclistica Roberto Pella- Due capitali, quella economica e quella storica, tenute insieme dalla bicicletta: mi sembra una sintesi perfetta».