Ci sono corse che non sono solo corse. Così capita di dover raccontare le imprese di atleti,  nomi, tempi, podi e poi, se c’è spazio e se c’è tempo,  viene il resto. Ma non sempre il resto è ciò che rimane. A volte  il “resto” è ciò che trasforma un evento sportivo in un lungo viaggio tra territori, storia ed identità di un luogo.  E’ ciò che cambia, che fa la differenza. Ed è esattamente ciò che accade con la Loch Cup la sfida di Trail che si è corsa in questo fine settimana sull’Altopiano di Asiago. I “loch”  sono le voragini carsiche come vengono chiamate in dialetto nell’Altopiano dei Sette Comuni e che danno il nome a questo trail. Grandi  caverne che si formano quando il tetto di una grotta carsica crolla, un fenomeno comune nelle aree calcaree come l’Altopiano di Asiago, dove l’acqua piovana, leggermente acida, dissolve il calcare creando grotte sotterranee.  E in questi luoghi si corre. La cronaca quindi è quella di una sfida “tosta” e partecipata che ha visto misurarsi oltre 800 atleti specialisti della corsa in quota sulle distanze di 100 e  52 km rispettivamente con 4.500 e 2.200 metri di dislivello e con passaggi tecnici non semplici a cui si sono aggiunte  una una 23, una 13 e una 7,5 km più abbordabili.

La gara lunga l’ha vinta Luca Nardi. È stato un vero trionfo e l’atleta del Durona Team, che ha chiuso la 100 chilometri in 12h08’43”, scrive il proprio nome nella prima casella dell’albo d’oro  davanti a Ivan Giordano, secondo in 12h18’31”, e Sigmar Innerebner. Appalusi anche  per la vincitrice della prova femminile: Antonella Dal Pozzo (La Fulminea Running Team) trionfa in 16h26’25”. Piazza d’onore per Maria Cristina Menegozzo (Sport Race), che ha conquistato la finish line in 17h28’20”, completa il podio SIlvia Pizzini (Pol. Albosaggia), terza in 17h29’44”.

Questa la cronaca. Poi,  come si diceva, c’è il “resto”. Che è tutto ciò che l’associazione sportiva Triathlon 7C – Trail Running 7C, mossa dalla passione per lo sport e dall’intento di valorizzare il territorio, ha pensato di far conoscere con questa sfida per attribuire il giusto valore ai luoghi della Prima Guerra Mondiale legando con un filo rosso la Loch trail Cup  ai luoghi della Grande Guerra sull’Altopiano di Asiago. Sono siti iconici, densi di valori e significati, in cui si è scritta la storia della nostra Nazione, che evocano gravi perdite, che attribuiscono il giusto onore alle azioni più valorose.  Sopra i 2000 metri si è corso dove c’è il Forte Verena, da cui venne sparato il primo colpo di cannone italiano contro l’Impero Austro-Ungarico.  A pochi chilometri di distanza, si staglia il Forte Campolongo che fu parte dello sbarramento Agno-Assa e fu colpito e distrutto durante la Strafexpedition del 1916. A quote più basse, si è passati da luoghi di quiete e memoria: i Cimiteri Britannici dedicati ai soldati caduti sull’Altopiano che offrirono un contributo fondamentale alla difesa del fronte italiano, in particolare durante la Battaglia dei Tre Monti nel 1918. E si potrebbe continuare.  I sentieri della Loch Trail Cup, boschi, i luoghi della memoria sono diventati per una notte e per un giorno il palcoscenico di un’esperienza unica, capace di unire sport, natura e cultura.

“La Loch Trail Cup, come le altre gare che organizziamo durante l’anno, attraversa i luoghi della Grande Guerra, con l’ambizione di valorizzare la memoria storica grazie ad un evento sportivo – spiega Leonardo Franco, presidente di Trail Running 7C –  È importante ricordare che cosa successe nel secolo scorso e credo che lo sport rappresenti un ottimo mezzo culturale; inoltre è apolitico: per questo, diventa il momento migliore per pensare, confrontarsi e condividere insieme questi momenti. Quando organizziamo i nostri eventi, abbiamo sempre un occhio attento all’impatto turistico che abbiamo sulle località e stiamo lavorando per uscire dai confini regionali e nazionali, sviluppando anche progetti internazionali”