“I chilometri sono davvero tanti ma mi piace l’idea di pedalare senza le pressioni e lo stress che caratterizzano le gare, poter apprezzare anche il paesaggio e la compagnia di chi pedalerà con noi…”. Domattima all’alba dallo storico Porto Canale di Cesenatico parte la Chase the Sun, un “viaggio” di 280 chilometri da costa a costa, dall’Adriatico fino al Tirreno, fino a Tirrenia dove si dovra arrivare prima del tramonto.

E’ la nona edizione e, come una Nona che si rispetti, al via avrà Miguel Indurain, cinque Tour de France e due Giri d’Italia nel palmarès, senza aggiungere altro. Il campione spagnolo, ambassador di Enervit che  è storico partner della Chase fin dalla prima edizione, incarna alla perfezione la filosofia it’s a ride, not a race. Senza logiche di cronometro o esasperazioni agonistiche pedalerà insieme agli altri sun chaser: “E’ un piacere  essere qui alla Chase the Sun Italia con gli amici del team Enervit, per attraversare l’Italia, da costa a costa- spiega il navarro che si attende una sfida ipegnativa anche per il caldo- Bisognerà evidentemente integrare molto  cosa più semplice oggi grazie ai progressi della nutrizione sportiva. Ai miei tempi la scelta era più limitata…”.

Così è anche se i tempi cambiano, anche se non è una gara come ripete  appena può l’organizzatore Paolo Tagliacarne, anche se c’è tutto il fascino di inseguire il sole nel giorno del solstizio. Ma alla fine la fatica resta . Duecentottanta chilometri, metro più metro meno scollinando un Appennino, passando Pisa e Firenze fino a Tirrenia, sull’altro mare che resta un’impresa per tutti anche per quelli  che hanno domato Alpi e Pirenei, che hanno le gambe allenate e il coraggio di mettersi in sella. Figurarsi per gli altri.  Roba da fare in treno più che in bici. Ma non ci sono eroi. Forse più capitani coraggiosi. Fascino di un’idea, di una traversata che per noi è il passaggio degli Appennini e per i tanti inglesi al via invece è un coast to coast. Vuoi mettere?

Il senso non è quello di arrivare il più in fretta possibile, ma quello di godersi il paesaggio,  le salite, le discese, i borghi e le città  attraversate, i punti ristoro, la buona compagnia. Di godersi anche tutta la fatica in un lunga giornata al ritmo del sole. “Non è una gara…” d’accordo. Non c’è crono, non c’è agonismo, non si vince perchè vincono tutti ma comunque sia e qualsiasi ciliclismo uno abbia nella propria testa, questa “roba” qui ti resta dentro.  A chi non l’hai mai fatta perchè non sa bene cosa l’ aspetti, a chi torna e pensa di ritrovare le stesse emozioni dell’anno prima e invece ne trova altre, completamente diverse. Ma sono brividi lo stesso, sono nuove facce, nuovi discorsi, nuove tracce e nuove scoperti. E capita a tutti: nche a chi ha vinto cinque Tour de France.