Pronti al decollo. Correre a mezzanotte sulla pista di atterraggio dell’aeroporto milanese di Linate, sembra una follia e forse lo è: però vuoi mettere? Sembra una follia e invece sarà una esperienza che porta il running verso nuove storie e nuove esperienze di quelle che vanno raccontate e che fanno dire «io c’ero…». Torna la Milano Linate Runway Run, la corsa l’evento che trasforma la pista di decollo dell’Aeroporto Internazionale di Milano Linate in un suggestivo percorso di 10 chilometri aperto a migliaia di appassionati. Un successo annunciato tant’è che  i 3.000 pettorali disponibili sono andati esauriti in appena 45 minuti dall’apertura delle iscrizioni, lo scorso aprile.

E così domani notte, partito l’ultimo volo di linea della giornata, la pista sarà interamente riservata ai runner, che potranno vivere l’emozione di correre tra le luci di segnalazione e gli aeromobili in sosta. Una 10 km non competitiva organizzata da MG Sport in collaborazione con SEA Milan Airports, capace di regalare un’esperienza esclusiva e irripetibile. Un nuovo modo di intendere la corsa e forse anche un po’ lo sport, meno pratica strettamente agonistica, legata a tempi e prestazioni, ma più evento capace di far vivere nuove esperienze e di raccogliere appassionati.

Correre a mezzanotte sulla pista di un aeroporto infatti non è solo uno sfizio, ma un’avventura che potrebbe diventare presto una moda com’è diventata la corsa oggi. C’erano una volta le corse di fatica e ci sono ancora ma tutto intorno c’è un mondo che ha voglia di muoversi e di divertirsi, di avvicinarsi allo sport solo per star bene e per socializzare. Una nuova ondata di praticanti che gli organizzatori provano ad intercettare. Così la corsa è diventata un contenitore di tutto o quasi.  Si corre all’alba nelle città, si corre di notte. Si corre sui grattacieli, con i cani al guinzaglio, alla ricerca dell’anima gemella, si corre per colorarsi, vestendosi da babbi natale, in qualche città americana si corre nudi, si corre inseguendo il sole di mezzanotte o l’aurora boreale. Si corre in staffetta, per raccogliere fondi, per sostenere buone (ottime) cause. Si corre con i tacchi, con le ciaspole, si corre sfidando gli ostacoli, sui trampolini dove saltano gli sciatori, arrampicandosi sui muri o penzolando sulle corde. C’è anche chi «retrocorre», ma quello forse è un altro sport.

Correre in un aeroporto internazionale però mai è diverso. Anche perchè. Sul volo della “Milano Linate Runway Run”  sale anche “Change to Run” un progetto che mette insieme  sport, solidarietà e sicurezza promosso da ChangeTheGame, la prima associazione italiana di volontariato contro gli abusi e le violenze nello sport che offre assistenza legale e psicologica gratuita alle vittime di abusi fisici, emotivi e sessuali nel mondo dello sport.  ChangeToRun nasce per trasformare la corsa solitaria femminile in un’attività connessa e protetta, senza per questo intaccare il piacere della libertà all’aria aperta.  Il cuore del progetto è un’applicazione per smartphone dedicata alla sicurezza che permette di monitorare i percorsi in tempo reale e attiva una vera e propria comunità solidale. Grazie a questa rete di vicinato digitale, le runner possono contare su una community di persone pronte a tenersi d’occhio a vicenda, capaci di lanciare l’allarme o intervenire tempestivamente in caso di emergenza o pericoli.

Tutti in pista quindi.  Si spengono i motori e, dopo aver fatto un regolare check-in all’interno dello scalo che anticiperà le necessarie operazioni d’imbarco, i runner si “prenderanno” Linate. Il programma è già fissato, esattamente come quando si parte per un viaggio. Si arriva al Forlanini , si ritira la carta di imbarco nell’area check-in dedicata e, dopo i necessari controlli sotto i metal detector, si raggiunge il «gate» della gara per accedere poi all’hangar per ritirare il pettorale e prepararsi al «decollo».  C’era un volta la corsa dove si faceva solo fatica. C’è ancora ma sta diventando anche un’altra cosa…