Dopo il trionfo a Roubaix, dopo il podio a Sanremo, dopo le vittorie in gravel sembrava finalmente che la sfortuna, che in tutti questi anni ha perseguitato Wout van Aert, avesse deciso di prendersi un pausa. E invece no. E’ di poche ora fa infatti la notizia che il campione belga della Visma non parteciperà al prossimo tour de France che partirà il 4 luglio da Barcellona.

A bloccarlo è una infezione al gomito, conseguenza di una ferita rimediata dopo caduta in allenamento e che è stata il motivo del ritiro venerdì scorso prima della partenza della sesta tappa al Tour Auvergne-Rhône-Alpes. In questi giorni, il gomito è stato nuovamente medicato e il belga ha passato perfino una notte in ospedale, sotto osservazione. Ora arriva la notizia ufficiale della sua rinucia alla Grande Boucle, con una nota ufficiale del team Visma, concordata con lo staff medico per favorire una migliore convalescenza del belga che si concentrerà poi sulla arte finale della stagione.

“È ovviamente una grande delusione, dato che il Tour de France è uno dei miei obiettivi principali ogni anno- spiega Van Aert-  Purtroppo l’infortunio al gomito si è aggravato e non è ancora guarito a sufficienza. Di comune accordo con la squadra, abbiamo concluso che, a questo punto, non fosse possibile prendere il via del Tour in piena forma. Ora mi concentrerò completamente sulla mia convalescenza per poter ritrovare il mio miglior livello più avanti nella stagione”. Per la Visma-Lease a Bike è la peggiore delle notizie possibili.

Avere Van Aert in squadra o non averlo cambia non di poco le prospettive nella sfida che Jonas Vingegaard  proverà a lanciare a Tadej Pogacar per la conquista della vittoria finale e i due Tour vinti dal danese e il Giro d’Italia vinto lo scorso anno da Simon Yates con il contributo fondamentale del belga Aert sul colle delle finestre sono lì a testimonatlo. Anche perchè, se la Visma ora si ritrova a dover sostituire van Aert m la Uae ha già da tempo ufficializzato la formazione in cui spicca come gregario un Isaac Del Toro uscito in forma smagliante proprio dal Tour Auvergne-Rhône-Alpes, dove ha vinto le ultime due tappe conquistato anche la classifica generale.

C’è un Tour con Van Aert, dove ha già vinto dieci tappe, e c’è un Tour senza Van Aert. Così come c’è un ciclismo con il belga e ce n’è un altro senza e non sono la stessa cosa. Van Aert in corsa aggiunge, infiamma, perchè comunque sai che ci prova e che può fare quella differenza che per uno strano volere del destino magari non poi fa. Vale sempre il prezzo del biglietto perchè dove lo trovi uno che vince allo sprint sui Campi Elisi e poi stacca tutti sul Mont Ventoux? Dove lo trovi uno che s’inventa quel capolavoro di vittoria che si è inventato lo scorso anno sulla salita di Montmarte la  “cote” eredità dei Giochi Olimpici che arriva proprio in cima alla Ville Lumiere passando sotto quel gioiello di fino ‘800 che è la Basilica del Sacro Cuore. Vince e fa venire la pelle d’oca, fa vedere al mondo che magia è il ciclismo, una gigantografia di bellezza che toglie la scena nientemeno che Tadej Pogacar, il marziano battuto e poi di nuovo battuto anche a Roubaix. Mancherà Wout van Aert e non solo alla Visma…