Il 65% degli italiani vorrebbe aumentarne il consumo. Una ricerca esplora il rapporto tra alimentazione, attenzione alla salute e difficoltà quotidiane, dal gusto alla chiarezza delle etichette.

Che cosa cerchiamo quando scegliamo ciò che portiamo in tavola? Il piacere di mangiare bene, certamente, ma anche la possibilità di prenderci cura della nostra salute nel tempo. È questa attenzione al futuro a emergere dalla ricerca commissionata da MartinoRossi ad AstraRicerche e presentata a Milano durante il congresso Spazio Nutrizione.

L’indagine ha coinvolto un campione rappresentativo di oltre mille italiani tra i 18 e i 70 anni e 100 professionisti della nutrizione, tra biologi nutrizionisti, dietisti e medici dietologi. Il risultato racconta un interesse diffuso per le proteine vegetali, accompagnato però da dubbi e ostacoli pratici.

Alimentazione e salute futura

Il 65% degli intervistati ritiene che ciò che mangia oggi influirà sulla propria salute dopo i 70-75 anni. Il 67% considera l’alimentazione una forma di medicina preventiva: una convinzione espressa dai partecipanti, che descrive il valore attribuito alle scelte quotidiane.

In questo scenario, il 65% desidera aumentare la quota di proteine vegetali nella propria dieta. Il cambiamento, almeno nelle dichiarazioni, è già iniziato: il 44% afferma di consumare più prodotti vegetali rispetto a 3-5 anni fa.

«I risultati di questa ricerca evidenziano chiaramente quanto sia forte e in crescita l’attenzione verso la longevità e la prevenzione, temi strettamente legati a ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto», commenta Matteo Angri, R&D Innovation Manager di MartinoRossi.

I legumi, familiari ma ancora poco valorizzati

I legumi fanno parte della nostra tradizione alimentare e sono presenti almeno una volta alla settimana nella dieta del 73,5% degli intervistati. Eppure, quando si parla di alimenti associati alla longevità, soltanto il 9,8% li cita spontaneamente.

Quando vengono espressamente ricordati, il 78,4% ne riconosce l’utilità per invecchiare in salute. Tra i professionisti intervistati questa valutazione raggiunge il 95%, mentre il 74% considera i legumi la fonte proteica più sottoutilizzata nell’alimentazione degli italiani.

Sono risultati che fotografano opinioni e conoscenze: lo studio indaga le abitudini e le percezioni dei partecipanti, senza misurare direttamente gli effetti degli alimenti sulla durata della vita.

Tra buone intenzioni e vita quotidiana

L’interesse per un’alimentazione più vegetale deve fare i conti con la quotidianità. Il 42% degli intervistati pensa che mangiare molti vegetali costi di più e il 40,6% considera le alternative vegetali meno gustose.

Anche la praticità ha un peso. Per il 57% degli italiani e il 76% dei nutrizionisti, i prodotti vegetali confezionati possono aiutare ad aumentare le proteine vegetali senza stravolgere le abitudini. Il 71% dei professionisti considera un prodotto pronto un compromesso accettabile, a condizione che la composizione sia buona.

Durante la presentazione, Angri ha sottolineato proprio la necessità di affiancare al profilo nutrizionale il sapore, la consistenza e la semplicità di preparazione. Per entrare stabilmente nelle abitudini, un prodotto deve trovare spazio anche nei tempi e nelle preferenze di chi lo consuma.

Etichette più comprensibili

Quasi un consumatore su due, il 47%, dichiara di non capire bene che cosa contengano i prodotti vegetali confezionati. Un dato che mette in evidenza quanto conti poter scegliere con informazioni comprensibili.

«Tanto i consumatori quanto i nutrizionisti sono oggi più consapevoli ed esigenti: cercano prodotti trasparenti, formulazioni equilibrate ed etichette “pulite”», osserva Angri.

Per MartinoRossi, spiega, l’obiettivo è «un’etichetta corta e chiara, fatta di pochi ingredienti riconoscibili». Nel suo intervento ha illustrato alcune applicazioni della ricerca aziendale, tra cui un preparato a base di lenticchie alternativo all’uovo e preparati per ricette alternative alla carne. «Vogliamo fare da ponte tra l’esigenza nutrizionale e la vita di tutti i giorni, rendendo il benessere a tavola una scelta semplice, gustosa e accessibile a tutti», conclude Angri.

 

 

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