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Biker e imbianchino. Quando mette giù i pennelli e le vernici, comincia a pedalare. Lo guardi in faccia, dai un’occhiata alle gambe e capisci che è uno che se vuole va forte. Però capisci anche che di mettersi un pettorale e di sgomitare per star davanti forse non ne ha più voglia. Così Andrea Cogotti, 31 anni, ciclista con zii e parenti ciclisti che gli hanno trasmesso il virus, con la bici sta provando ad inventarsi un lavoro. Va così di questi tempi dove la crisi aguzza l’ingegno. E non è una brutta cosa. Sono sempre di più i giovani che provano a mettere insieme passione e mestiere, che poi quando uno riesce a trovare la miscela perfetta, pare di toccare il cielo con un dito. “Sì è così- racconta  sul prato del Vigorelli, dove è venuto a vedere Francesco Moser che gira con la sua vecchia bici del record dell’ora- Per me la bici è una passione vera, ma lo è anche la Val Curone, la mia zona, dove vivo. Nessuno immagina cosa si possa trovare da queste parti e per gli amanti dell mountainbike è un vero paradiso ancora completamente intatto”.  Val Curone, una vallata tra Piemonte e Lombardia in provincia di Alessandria che pare fatta apposta  per le scorribande delle ruote grasse. Strade, stradine e sterrati. Colline e strappi che se non si consce la zona sono assolutamente irragiungibili. Vecchi borghi e frazioni dimenticate dove al piacere dei pedalare e di far fatica cresce insieme al gusto della scoperta: “E’ vero- spiega Andrea- Da queste parti se non conosci le zone non ci arrivi e comunque se ci vieni stai sui percorsi classici, invece c’è un mondo da scoprire. Io qui ci sono cresciuto e conosco praticamente ogni angolo, ci sono almeno 400 chilometri di percorsi possibili per fare trail e il mio lavoro in questi ultimi tempi è stato quello di tracciarli tutti…”. Un “lavoraccio” quotidiano con mappe e gps a cui se n’è aggiunto un altro. Perchè da cosa nasce cosa e perchè a volte basta un’idea e la scintilla  ti viene proprio mentre stai pedalando: funziona così, la fatica spesso ti aiuta a pensare, ti fa riflettere. E allora perchè non mettere in piedi una “ditta”  di trasporti per portare in Valcurone, ma anche sulla via del Sale e sui percorsi che vanno verso il mare chi ha voglia di pedalare? “Andre Taxi rider” nasce così e fa già parte del progetto “Piemonte ciclabile”  www.piemontebike.eu.   Un progetto che nasce come nascono i sogni che poi pian piano prendono corpo: “Beh…intanto non è una ditta di trasporti- spiega Andrea- Ho comprato un furgone e un carrello che mi permettono di trasportare bici e persone e vado a domicilio a prendere chi vuole provare a scoprire queste zone. Milano, Torino, ovunque… Li vado a prendere e poi a fine giornata li riporto. Ma ho percorsi e pacchettti anche per i fine settimana…” E ovviamente gli fa da guida perchè il valore aggiunto di “taxi rider” è proprio questo.  “Siamo all’inizio- racconta- Per ora funziona tutto con il passaparola perchè molto spesso chi viene torna e lo dice agli amici che poi lo dicono agli amici. Ma mi sto organizzando e presto ci sarà anche un sito internet…”.  Biker e imbianchino ma più biker,  perchè si capisce al volo come vanno a finire queste storie. E’ la passione che muove le cose e chi è abituato a pedalare non si paventa di fronte a una salita. Che è una speranza, ma soprattutto un augurio.