Effetto Sawe alla London marathon: un milione e 338mila richieste
Difficile dire se sia tutto merito di Sebastian Sawe e della sua maratona per la prima volta nella storia sotto le due ore, del suo record formidabile, di quel “muro” sgretolato che racconterà per sempre una delle più iconische pagine di sport. Chissà. Sta di fatto che, a poco meno di due settimane dall’impresa del campione keniano, agli organizzatori della London Marathon per l’edizione 2027 sono già arrivate oltre 1milione e 300mila richieste di iscrizione. Un record incredibile ma anche questo. Non era mai successo. In totale sono 1.338.544 le persone che hanno chiesto un pettorale che ovviamente sarà estratto a sorte visto che il numero massimo di atleti al via non potrà superare i 60mila. “Questo conferma Londra come la maratona più ambita al mondo- ha spiegato Hugh Brasher, amministratore delegato di London Marathon Events- I risultati del sorteggio saranno pubblicati all’inizio di luglio”. Un record, in parte atteso , che però sta facendo riflettere gli organizzatori sulla possibilità di disputare la maratona 2027 su due giorni, sabato e domenica, dividendo ovviamente tra competitiva e non competitiva.
E intanto Sebastian Sawe si gode ( giustamente) la sua gloria. “La mia vita e quella della mia famiglia non sara’ mai piu’ la stessa- ha raccontato nei giorni scorsi in una intervista al quotidiano sportivo spagno Marca- Anzi è già cambiata. Arrivare in Kenia ed essere accolto co una festa all’aeroporto non me lo aspettavo. è stato speciale. E, naturalmente, essere invitato da Sua eccellenza Wiliam Rutho il presidente del Kenya (nella foto) a un ricevimento presso la residenza presidenziale a Nairobi e alla colazione la mattina dopo è stato un onore incredibile…”. Si dice convinto di poter correre ancora sotto le due ore perchè a Londra anche negli ultimi chilometri sentiva di avere ancora forza nelle gambe: “Anche se questo non significa che lo farò, perché in una gara può succedere di tutto e tutte le condizioni devono essere perfette…”.
Ma la grande soddisfazione è un’altra ed è strettamente legata al programma antidoping dell’Aiu a cui ha deciso di sottoporsi prima della Maratona di Berlino e che lo ha costretto a sottoporsi a decine di controlli anche lontani dalle gare: “Volevo dimostrare che io, e altri keniani, possiamo raggiungere risultati incredibili in modo pulito. Il Kenya ha ancora, e avrà sempre, un enorme talento naturale, e questi atleti puliti meritano di non essere confusi con imbroglioni che si dopano- ha spiegato al giornale spagnolo- Sapevo che, dopo la positività al test antidoping di Ruth Chepngetich in seguito al suo record mondiale a Chicago nele 2024, la gente avrebbe potuto mettere in dubbio i miei risultati se avessi raggiunto un traguardo significativo. E non volevo ci fossero ombre. Cosa penso del mio record? Penso che tutti gli atleti che abbiano visto quella barriera infrangersi e ora si sentiranno più “liberi” di fare lo stesso. Proprio come la barriera dei quattro minuti nel miglio di anni fa, questo è un altro di quei momenti…”
