Che differenza c’è tra un uomo che la notte scorsa a Brescia, infastidito dalla gazzarra che alcuni ragazzi stavano facendo in strada, prende il fucile e spara un paio di colpi per fortuna in aria e  un altro che pochi giorni fa sui Coli Euganei nel Padovano punta la pistola contro tre giovani ciclisti di 16 anni colpevoli di ostacolarlo mentre era al volante della sua auto? Nessuna. Non c’è nessuna differenza perchè i due episodi esperimono alla stesso moso il profondo degrado in cui è piombato questo Paese. Un Paese che ha perso il senso della responsabilità, dell’abuso, della colpa e che ormai  considera anche la vita come un’opzione, non un valore sacro e inviolabile ma una semplice prerogativa di cui si può disporre. Che ormai ha perso molti dei suoi riferimenti, che è sempre più intollerante, ignorante, arrogante, violento, sempre più sulle barricate, con me o contro di me… Un Paese sempre più irreale e virtuale che ha scambiato i social per piazze vere con le differenza che lì tutto si può dire, tutto si può fare, una “cloaca” dove ogni insulto e ogni nefandezza è ammessa senza che nessuno mai te ne chieda conto. Un Paese che ha smarrito del tutto il buonsenso dove un gruppo di ragazzi che ridono, scherzano magari s’ubriacano sotto casa tua diventano bersaglio possibile di un paio di colpi di fucile, dove un ciclista che non sta del tutto sulla destra diventa un nemico da insultare se va bene, da investire come è successo poche settimane fa a Lanzo Torinese. Siamo diventati un Paese dove per uno sguardo frainteso ti acoltellano, dove per una parola di troppo anche, che per un nulla alza le mani, tira fuori il coltello di tasca, spara,  accelera e ti punta l’auto contro. Il problema non è più la violenza. Il problema è che si è perso il senso della misura.