06Apr 19
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Mi piacerebbe utilizzare la macchina del tempo. Mi piacerebbe utilizzarla per far tornare qui da noi la signora Ivy Compton Burnett. Sì, lei, la famosa scrittrice inglese. Sì, l’autrice di tanti romanzi. L’unica scrittrice nei confronti della quale Virginia Woolf nutriva un chiaro sentimento di invidia (professionale, ben s’intende). Mi piacerebbe poterla reclutare. E spedirla a Verona. Ovviamente la macchina del tempo dovrebbe anche sistemare questo piccolo ritardo e farci tornare indietro di un paio di settimane. Mi piacerebbe insomma reclutare la signora Compton Burnett per farle seguire il convegno sulla famiglia che si è tenuto nella città veneta. Mi […]
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02Apr 19
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“Le donne”, scrive Michaìl Jurevic Lèrmontov nel suo capolavoro Un eroe del nostro tempo, “amano soltanto gli uomini che non conoscono“. Ed è sicuramente su questa caratteristica che punta l’antieroe lermontoviano Grigorij Pecorin per le sue avventure galanti, spregiudicate e caratterizzate da una vena di cinismo. L’ufficiale Pecorin è uno dei personaggi più interessanti della letteratura moderna. Soprattutto per la sua capacità di essere paradigma delle debolezze umane. E anche, se non soprattutto, perché le sue nefandezze, le sue piccinerie, vengono scoperte poco alla volta dal lettore, dal momento che il narratore (di un’onesta intellettuale davvero senza precedenti), non impone […]
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Vittorio Giacopini
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15Mar 19
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Devo fare ammenda. Pubblicamente. Devo fare ammenda della superbia delle mie convinzioni. E devo fare ammenda per la mia debole memoria. Questo post è un atto riparatorio nei confronti di uno dei più celebri romanzi di Pier Paolo Pasolini: Ragazzi di vita (Garzanti). Devo questa pubblica ammenda a causa di un mio pregiudizio che ha fortemente compromesso la crescita culturale di mio figlio (liceale). La lettura di questo testo di Pasolini, pubblicato nel 1955 e da allora mai uscito dalle librerie (e già questa è una medaglia ), è diventato un compito a casa per la classe di mio figlio […]
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05Mar 19
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Chiudendo Addio alle armi di Ernest Hemingway (nell’edizione Oscar Mondadori con la preziosa traduzione di Fernanda Pivano) mi è tornata in mente la figura di Medusa. Impossibile guardare negli occhi il mitologico personaggio. E chi alzava lo sguardo su di lei lo faceva attraverso l’espediente di una superficie riflettente. La guerra, con i suoi orrori e la sua stupida e cieca violenza, non può essere guardata direttamente negli occhi. Si può soccombere nel tentativo di raccontarla e di spiegarla. Si soccombe per pietà, si soccombe per debolezza o si soccombe sotto il peso di una retorica anestetizzante. Ecco: Hemingway ha guardato […]
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22Feb 19
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E’ uno dei film del momento. Il primo re di Matteo Rovere sta mettendo d’accordo pubblico e critica. Pur essendo un’operazione ambiziosa (gli attori recitano in latino arcaico) ha ricevuto un consenso generalizzato. Tanti ragazzi stanno affollando le sale che proiettano la storia del primo re di Roma, la storia insomma della fondazione di quella che diverrà prima la capitale dell’Impero romano e poi l’ombelico del mondo cristiano. Personalmente non condivido la scelta (filologica) di adottare il latino arcaico. La storia sarebbe stata godibile altrettanto con l’italiano. Forse, questo scelta aiuta i giovani spettatori a ricostruire nel loro immaginario una […]
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08Feb 19
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Un recente studio ha dimostrato che il romanzo che ha avuto più fortuna al cinema e in tv è Il conte di Montecristo E’ infatti il capolavoro di Alexandre Dumas a detenere il record di riduzioni cinematografiche e televisive. Mentre leggevo questa notizia riflettevo sul fatto che non avevo mai letto questo classico. A 54 anni mi sono così trovato a colmare una grave lacuna e a immergermi nelle 1100 pagine dell’ultima edizione Mondadori (egregiamente tradotta da Emilio Franceschini). A lettura conclusa posso dire con la più viva convinzione che Il conte di Montecristo è un libro straordinario. Un romanzo che può stare […]
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Vincenzo Cerami
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22Gen 19
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“Non credo che la memoria menta per motivi futili. Il fatto è che la memoria tratta l’assoluto, i riassunti; tratta forme di conoscenza portatili, e così finisce per drenare cose che assomigliano più a motti, ad aforismi e ad apoftegmi che non a momenti reali”. Ci può essere sentenza più proustiana di questa? Se non è dell’autore della Recherche (e non lo è infatti), almeno è di qualcuno che quel testo ha davvero letto con estremo profitto. Tanto che questa stessa frase potrebbe essere il compendio esegetico più corto e più lucido che su quel capolavoro della letteratura novecentesca possa […]
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13Gen 19
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Quando uscì la commedia Quattro matrimoni e un funerale di Mike Newell in tanti trovarono nell’episodio dell’orazione funebre il più alto e romantico momento del film. A declamare i versi di una celebre poesia di Wynstan Auden un giovane omosessuale (l’attore John Hannah) che ricordava con struggente commozione il compagno appena scomparso (Simon Callow). Chissà quanto è stata involontaria la scelta di suggerire come amore assoluto quello omosessuale, mentre le storie (a lieto fine) degli altri personaggi della storia venivano liquidate in pochi fotogrammi alla fine della pellicola con riferimenti piuttosto prosaici. Quella scena mi viene in mente ora che chiudo […]
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06Dic 18
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Cosa succede se all’improvviso uno scrittore (ma potrebbe anche essere un poeta, un musicista, un filosofo o un pittore) diventasse ricco? Se dall’oggi al domani si scoprisse milionario? La domanda ovviamente potrebbe avere molteplici risposte. Le più varie. Però la domanda resta valida soprattutto se si sgombera il campo dalle preoccupazioni propriamente professionali (e poetiche) e da quelle materiali (bollette, mutui e via dicendo). Dal momento che lo scrittore è normalmente, per indole e per abitudine professionale, portato a sondare l’animo umano, si porrebbe immediatamente nella condizione di mettere la sua improvvisa ricchezza in rapporto con la dilagante povertà che […]
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26Nov 18
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Nostalgia canaglia. Io la intitolerei così una recensione dedicata al libro Shakespeare and Company scritto da Sylvia Beach a metà degli anni Cinquanta e tornato adesso nelle nostre librerie grazie al prezioso lavoro di Neri Pozza (traduzione di Elena Spagnol Vaccari e introduzione di Livia Manera). Si tratta di un libro di memorie dedicato a un luogo dell’anima. Uno di quei posti dove si è fatta la storia del Novecento. Almeno dal punto di vista letterario. Shakespeare and Company era infatti una libreria. Una libreria originale e famosissima. Almeno nell’ambiente cosmopolita e altamente vivace della Parigi degli anni Venti. Una […]
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