In questi giorni lo confesso: anche io sto facendo i conti con uno stomaco che brucia, forse anche per ansia, tensione e sovraccarico di lavoro. La tentazione è immediata: dire “sarà gastrite”, prendere qualcosa e andare avanti. Ma proprio qui sta il rischio.

Non tutto il bruciore di stomaco è gastrite. A ricordarlo sono gli specialisti di AIGO, l’Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Ospedalieri.

 

«Il primo punto fondamentale è che gastrite non significa semplicemente dolore o bruciore allo stomaco –  spiega il dottor Guido Manfredi, Consigliere Nazionale AIGO. Molti disturbi che i pazienti definiscono gastrite sono in realtà reflusso gastroesofageo, dispepsia funzionale o altri disturbi digestivi. La vera gastrite è invece un’infiammazione della mucosa gastrica che deve essere documentata attraverso gastroscopia e biopsie».

Il punto non è spaventarsi, ma evitare il fai da te prolungato. Antiacidi presi per settimane, diete punitive, diagnosi fatte su Google o al bar non sono una grande strategia, diciamolo. Se ci sono sintomi persistenti o segnali come perdita di peso, sanguinamento, vomito, difficoltà a deglutire, anemia o dolore notturno, serve parlarne con il medico.

Lo stress può pesare molto sui sintomi digestivi, ma non sempre è la causa di una vera gastrite. Può amplificare nausea, gonfiore e cattiva digestione. Quindi sì, ascoltare il corpo. Ma ascoltarlo bene.

«L’errore più frequente – conclude Manfredi  – è attribuire automaticamente ogni sintomo digestivo alla gastrite senza una diagnosi precisa. Serve invece un approccio personalizzato, scientificamente corretto e proporzionato ai reali fattori di rischio».

Morale semplice: meno autodiagnosi, più attenzione. Lo stomaco brucia? Non sempre è gastrite. Ma se insiste, meglio capirlo davvero

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