L’indagine epidemiologica avviata in Spagna quasi tre settimane fa inizia a dare i primi dati importanti, ma purtroppo non buoni sull’andamento del Covid-19. Lo studio procede con il test sierologico su 70 mila persone e sta evidenziando che soltanto il 5% della popolazione è stato finora contagiato.

Un dato che dimostra l’efficacia del tanto criticato lockdown che in Spagna è iniziato a metà marzo e terminerà a fine giugno. Ma i dati pongono ben altri interrogativi per il futuro. Infatti, se il 95% della popolazione non è ancora stata contagiata dal Covid-19, la situazione di emergenza potrebbero andare avanti ancora a lungo, finché non sarà disponibile un vaccino su larga scala.

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I primi risultati dello studio d’indagine epidemiologica, effettuato dall’Instituto de Salud Carlos III, mostrano una situazione ben diversa a seconda delle regioni. La provincia di Soria, nella Castilla y León, è l’area dove c’è stato il maggior numero di persone contagiate sul totale della popolazione, il 14%, mentre a Madrid il numero di contagiati finora è dell’11%.

Altre comunità autonome come Murcia, le Asturie, Canarie, Ceuta e Melilla, hanno avuto invece soltanto un 2% di contagiati sul totale della popolazione. È, quindi, evidente che dallo studio emerge che oltre 2 milioni e 300mila persone sono risultate positive al coronavirus in Spagna, dieci volte di più dei 200 mila conosciuti finora. Il fatto che il numero reso noti nei bollettini giornalieri fosse molto al ribasso, era comunque già noto da tempo. Con oltre 27 mila decessi al 14 maggio, ed inserendo la nuova cifra di contagi totali calcolata grazie allo studio, la letalità in Spagna del Covid-19 si piazza intorno all’1%.