Niente social ai sedicenni spagnoli, fanno male alla loro salute mentale
È considerata “una minaccia crescente per il benessere dei giovani” secondo il Governo di Madrid. Da qui la decisione del primo ministro socialista spagnolo Pedro Sánchez approvare una legge che vieta a chiunque abbia meno di sedici anni di utilizzare i social media.
Sanchez ha mostrato le sfide i giovani incontrano nell’utilizzo di Internet, piegando che “I nostri figli sono esposti a uno spazio in cui non avrebbero mai dovuto muoversi da soli. Uno spazio di dipendenza, abusi, pornografia, manipolazione e violenza”. E ha aggiunto: “Non lo accetteremo più , li proteggeremo dal Far West digitale”.
Con questa legge i social rischiano gravi accuse penali e conseguenze. E per impedire ai minorenni di utilizzare le proprie piattaforme, il governo spagnolo intende imporre alle aziende di adottare solidi meccanismi di verifica dell’età. Coì anche la Spagna si unisce a Francia, Danimarca e Australia, che tanno percorrendo la strada del divieto ai giovani.
Per Madrid ha deciso di adottare un approccio più completo rispetto agli altri Paesi. Infatti la legge spagnola prevede che i dirigenti delle aziende di social siano ritenuti penalmente responsabili se non rimuovono contenuti offensivi o illegali dai loro siti.
La legge sui servizi digitali dell’Unione Europea si basa principalmente su sanzioni pecuniarie per le aziende, fino al 6% del loro fatturato mondiale, mentre la Spagna vuole andare oltre.<br Secondo il disegno di legge spagnolo, i top manager potrebbero essere incriminati penalmente se la loro piattaforma non rimuove “in modo persistente e serio” materiale illegale o utilizza deliberatamente algoritmi informatici per diffondere contenuti dannosi. I legislatori spagnoli affermano che questo rappresenta l’unico modo per indurre le aziende miliardarie a dare priorità alla sicurezza dei minori rispetto ai profitti.Il governo avvierà il processo legislativo la prossima settimana. Tra le altre idee c’è la creazione di un “ sistema di odio e polarizzazione”, un sistema per misurare e tracciare come le piattaforme digitali aumentino la divisione e diffondano l’odio.
Sánchez ha affermato che il governo avrebbe creato un nuovo reato incentrato sull’uso degli algoritmi da parte delle piattaforme. “Trasformeremo la manipolazione algoritmica e l’amplificazione di contenuti illegali in un nuovo reato”, ha spiegato. “La diffusione dell’odio deve avere un costo”
Il piano punirebbe sia gli individui sia le aziende che promuovono materiale illegale, anche attraverso sistemi di raccomandazione automatizzati.
Secondo alcuni esperti i social media possono causare seri danni alla salute mentale nello sviluppo infantile
La Dott.ssa Elena Rojas, psicologa infantile, osserva che :“Il mondo digitale non è stato creato tenendo conto dello sviluppo neurologico dei bambini”.
Gli studi dimostrano che l’uso costante dei social media è correlato a livelli più elevati di preoccupazione, problemi di immagine corporea e disturbi del sonno tra gli adolescenti spagnoli. Molti concordano sul fatto che il modo in cui le piattaforme sono progettate per mantenere gli utenti agganciati richieda un intervento governativo per motivi di salute, non solo politici.<br Le principali aziende tecnologiche però non ci sostenendo che tali divieti non possono funzionare e potrebbero violare il diritto delle persone ad accedere alle informazioni.
Sánchez ha affermato che la Spagna ha stretto una partnership con altri cinque paesi europei “impegnati ad applicare una regolamentazione più severa, rapida ed efficace sui social media”. Non ha specificato quali paesi, ma ha affermato che il gruppo si riunirà presto per coordinare l’applicazione della normativa a livello transfrontaliero.
“Questa è una battaglia che supera di gran lunga i confini di qualsiasi paese”, ha detto
