Non sempre l’esperienza fa rima con gli anni in un Paese non per giovani
Giacomo Sartori è il nuovo sindaco, eletto con Progetto Civico, coalizione civica promossa, senza simboli di partito, da Alleanza Verdi e Sinistra Azione, Italia Viva, Partito Democratico e riParabiago. E proprio questa alleanza melange senza simboli di partito, ma ovviamente con le fondamenta in alcuni partiti politici, poiché non se ne potrebbe farne a meno, che ha infastidito la precedente amministrazione di centro-destra che ora siede sugli scranni dell’opposizione, dopo una ventina d’anni di fila di gestione.
L’ex sindaco Raffaele Cucchi, visibilmente contrariato (si perde e si vince e si inizia un nuovo corso perché come ricorda Robin Williams nel bellissimo film “L’uomo dell’anno”, “…i politici sono come i pannolini vanno cambiati spesso”), ha sollevato dubbi sull’onestà dimostrata verso i cittadini da Progetto Civico. A suo avviso, in campagna elettorale, PV presentandosi senza simboli di partito, avrebbe nascosto la sua vera architettura di presenze politiche. Le rappresentanze di un collegio, parlamento o parlamentino per loro natura possono formare coalizioni senza simboli di partito ma devono per forza riferirsi a un partito per rappresentare gli elettori. Nel 2009 ho seguito a Madrid la rivolta degli indignados (il GN si pronuncia “gni”). Durante la loro occupazione pacifica di Plaza del Sol , il centro della Capital, quello con la famosa statua in bronzo dell’orso che si avventa sulla pianta di corbezzolo (quanto mi sono divertito e deliziato a parlare, discutere e anche litigare con una moltitudine di giovani e meno, a bere cerveza San Miguel e addentare bocadillos de Jamon iberico e riordinare le loro idee e proposte per una Spagna migliore), quella gente già si riconosceva in un movimento (movimento 15M) poi traslato in Podemos, nel cuale poi sono anche confluiti membri del PSOE e di altri partiti politici: un passaggio essenziale per essere rappresentati a las Cortes (la Camera), altrimenti la voce di questi indignati contro l’allora vecchia palude maleodorante della politica iberica, sarebbe rimasta soltanto in quella piazza senza una forza di discussione e di decisione in Parlamento.
Tuttavia le rimostranze da parte dell’ex amministrazione di centrodestra di questo centro a Nord-Ovest di Milano di quasi trentamila anime, famoso per essere un centro produttivo del settore calzaturiero, non finiscono qui.
Il consigliere Slavazza, credo imparentato con la candidata per Fratelli d’Italia, sconfitta alle elezioni comunali, ha rivolto al neo sindaco Sartori un’accusa alquanto bizzarra e piuttosto vetusta ma che dimostra, ancora una volta, e a livello locale, come questa destra italiana, si metta a strillare quando fiuta la presenza di qualche compagno comunista. Se poi un consigliere o assessore ha un passato da militante del PCI, allora rappresenta l’anticristo e, quindi, una corposa minaccia alla democrazia anche di una città come Parabiago. Un assessore, ex parlamentare per il PCI negli anni Novanta, è stato accusato di essere di estrema sinistra.
Ora di estremo ieri sera al consiglio ho visto solo alcuni abbigliamenti maschili (lascia a casa i jeans e mettiti un abito almeno alla prima seduta se sei un consigliere e lo dice chi da aprile a ottobre indossa bermuda e sneakers, ma ho un consistente trascorso da 365 giorni all’anno in abiti Armani e Hugo Boss).
Ad ogni modo il Sindaco Giacomo Sartori ha risposto perfettamente alle (s)considerazioni dell’opposizione con parole misurate ma efficaci, ricordando la spartizione di poltrone che ha imperato nella passata amministrazione di centrodestra, (sport nazionale di destra e sinistra) anche in considerazione di una nuova invettiva dell’ex Sindaco Cucchi che poneva alla considerazione dei parabiaghesi, il fatto che all’interno della nuova giunta vi fossero persone già note e novizi, mi sembra un ex comandante della polizia locale, o che addirittura Giuliano Rancilio, classe 1992, ingegnere a pieni voti, con dottorato di ricerca, brillante manager nel campo delle energie alternative, non avesse esperienza e quindi competenza nel settore assegnatogli dal Sindaco, l’urbanistica. Ora io m’in….o come il diavolo della Tasmania quando sento l’odiosa equazione: giovane età = incompetenza ed età matura o matusa = grande competenza, perché non è così. È soltanto un tipico italico modo per ribadire che questo stivale di sessanta milioni di persone, con una vergognosa e cianotica crescita economica (+0,7 rispetto ai 2,8 della Spagna) con una media di 150 mila giovani che ogni anno scappano all’estero attratti da salari migliori e posti più pertinenti e gratificanti ai loro studi accademici, non è un Paese per giovani. L’Italia è una landa di dinosauri che non vogliono estinguersi, occupano poltrone che dovrebbero avere lasciato a giovani preparati, già con una sufficiente esperienza.
Ricordo che la nostra premier Giorgia Meloni, è stata la prima ministra più giovane della storia della Repubblica (durante il Governo Berlusconi) e anche del Consiglio dei Ministri. Ricordo che Pedro Sánchez è stato il più giovane premier di Spagna, che il direttore de El País, il quotidiano iberico più letto e politicamente influente, ha iniziato a 38 anni (nell’editoria italiana sarebbe pura fantascienza a parte l’attuale direttore de Il Foglio), per non parlare di Elon Musk che, benché la sua stravaganza e dipendenza di sostanze psicotrope), a venticinque anni gestiva una società che valeva un miliardo di dollari.
Quindi attribuire in modo pretestuoso ai giovani con tutte le carte in regola per amministrare, governare e dirigere un’innata incompetenza non è corretto. Ma offensivo.
Lasciamoli lavorare, questi giovani e meno giovani di Parabiago, con esperienza o meno esperienza (Giacomo dice che lui si sente un sessantenne fin dai quindici anni…), non pre-giudichiamoli così tanto per dare sfogo alla rabbia della sconfitta. Tanto, si dice a Parabiago, peggio della precedente amministrazione, non potrebbero fare. Questo lo dice la moltitudine che ieri commentava e rumoreggiava nell’aula del consiglio. Parola di vecchio reporter.
In bocca al lupo, ragazzi e meno ragazzi. Riparate, rifate, riavvicinate: a Parabiago, come ho detto al Sindaco manca un centro di aggregazione per i giovani, costretti a trovarsi il sabato sera nel piazzale di una chiesa e sotto a portici bui. Lo dico con cognizione di causa: nel più medio o piccolo centro abitato spagnolo esiste una zona in cu ci sono campi di tennis, padel e calcetto o adibiti a zona ludica comunali, spesso con sponsor di aziende locali, con sistemi di videosorveglianza, un’attività non solo estiva di ricreazione. Tutto gratuito, tutto in armonia con gli abitanti, tutto molto apprezzato. Perché noi non possiamo copiare dalla Spagna? Aziende parabiaghesi e dell’hinterland, investite sui giovani, sponsorizzate, donate. Non avrete soltanto gratitudine di ritorno, ma anche visibilità. E potrete contribuire al benessere sociale di tutti. Le società si fondano sull’aiuto comune, sulla solidarietà collettiva, sullo sforzo di chi può dare per il benessere di altri. Questo sarebbe un grande contribuito per smussare e diminuire il malessere giovanile (i dati su patologie mentali conseguenze di solitudine, abbandono, esclusione e mancanza di aggregazione sono allarmanti in Italia). Chiamate Giacomo, fate proposte, avanzate progetti con la sua giunta. Costruite qualcosa di bello e permanente per tutti. Hasta luego.
