Per i sociologi è la testimonianza che, soprattutto nelle grandi città, esistono molte persone che vivono da sole e che si fanno un po’ di compagnia accogliendo un cane o un gatto nelle loro case. Alla fine del 2018 sono stati censiti 13 milioni di animali domestici, mentre i quindicenni iscritti all’anagrafe sono molti di meno. Un fatto triste e pericoloso per quel fenomeno della Spagna che si va spopolando. Quindi regolarmente registrati, ci sono 13 milioni di animali addomesticati, pari a 40 per cento in più rispetto al 2014. Un aumento sorprendente. perros
Di questi 13 milioni di amici a quattro zampe, il 93 per cento sono cani, il 6 gatti e il resto sono conigli o criceti. “In Spagna ci sono più animali domestici rispetto ai bambini sotto i 15 anni di età. Le persone vivono sempre più sole e li registrano all’anagrafe canina perché è da loro che prendono compagnia. I Comuni oggi iniziano a programmare al creazione dei parchi anche in base alla presenza dei cani in modo da permettere loro di convivere pacificamente con gli omini. E il numero di cani e gatti da compagnia non smetterà di crescere “. Lo afferma il veterinario Armando Solis, presidente della rete spagnola di identificazione degli animali da compagnia (REIAC).

Non è facile ottenere dati completi. Non tutti registrano il loro cane con un microchip, come richiedere la legge, né tutte le Comunità autonome spagnole effettuano i controlli o  costringono a registrare anche i gatti, da cui si deduce che il numero di felini, fondamentalmente , è molto più sostanzioso di quello raccolto. Per rendere più facile trovare un cane smarrito o abbandonato in Spagna è nato quest’importante database detto REIAC, uno strumento molto importante per impedire il randagio e gli abusi su animali. Nel  2018  sono stai 138 mila gli abbandoni di cani e gatti, secondo le stime della Fondazione Affinity: dat che dimostrano, comunque, una diminuzione del fenomeno nelle grandi città, grazie a informazioni e al cambio della mentalità di molti spagnoli, anche se la strada è ancora lunga per la Spagna rispetto a Paesi più civili a utenti ai diritti degli animali come Olanda, Belgio e Regno Unito. “Oggi accogliamo un animale nelle nostre case come fosse un altro membro della famiglia, dandogli molta attenzione”, aggiunge il dottor Solis.

“Ma dobbiamo stare attenti a nn snaturare la natura di loro”, dice Elizabeth, una pensionata di Madrid, famosa per avere salvato dalle strade decine di cani e gatti, intervistato da tutti i giornali di Spagna.  “C’è pericolo nel trattare gli animali da bambini. I cani devono essere cani, trattarli con dolcezza, educarli, ma no costringerli a indossare buffi cappottini o capellini per soddisfare il proprio sogno di consumismo. La natura ha dato a cani e gatti gli strumenti naturali per proteggersi. Piuttosto bisogna educare molti padroni maleducati che non raccolgono le feci dei loro “bambini”. La giornalista Micaela de la Maza  ha creato uno dei siti Web di riferimento del settore in Spagna. Mr. Perro.com, con informazioni sui luoghi in cui i cani sono i benvenuti. Ha anche pubblicato diverse guide della città e sottolinea che Gijón (Asturie) è una delle più preparate. “È una città molto dog friendly dove i cani sono integrati nella vita di tutti i giorni grazie alla presenza di  molte aree verdi in cui camminare liberamente col proprio cane senza guinzaglio”. “Sì, siamo amici dei cani “, afferma Esteban Aparicio, Consigliere per la sicurezza dei cittadini, la mobilità e l’Ufficio per il benessere degli animali di Gijón. “Ci sono trenta parchi gratuiti con aree per gli animali domestici, compreso un laghetto con spighetta privata. E questo stimola molto il turismo: famiglie che ritornano ogni primavera ed estate perché sanno di ricevere un servizio gratuito e all’altezza dei loro amici”.

 

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