Quando scrivo il bollettino delle vittime parla di 68 morti, un centinaio di feriti. Tra questi sono rimasti coinvolti sette italiani, tutti residenti in Spagna: due di questi sono dispersi.
A meno di nove mesi dall’incidente dello scorso gennaio quando un treno Ave, l’Alta Velocità Spagnola, è deragliato causando 46 morti, ancora una volta scorre il sangue sui binari spagnoli. Lo scontro tra due treni, un supertreno della Renfe, l’azienda ferroviaria di Stato e Iryo, un competitor dell’Alta Velocità che ha come socio Trenitalia, è la prova che esiste un serio e grande problema nella rete iberica dei treni ad alta velocità. La Spagna è il secondo paese al mondo per l’Alta Velocità con quasi 4mila chilometri più di Italia, Francia e Germania. La più estesa d’Europa, un progetto iniziato oltre trent’anni fa con una buona parte dei fondi dell’Unione Europea.

Uno dei super treni veloci dell’AVE, l’alta velocità spagnola che opera da oltre vent’anni. La linea Madrid-Barcellona è la più utilizzata: 600 km in 2h33m.

Da Parigi si sale su un supertreno spagnolo e si arriva a Siviglia, oltre 2mila chiometri passando per Madrid, Barcellona e Valencia. Un’eccellenza nei trasporti ormai macchiata dal sangue di troppe vittime.
Se nell’ultimo disastro si parla, al momento, di un errore umano, nel notificare le operazioni manuali di traffico dei convogli a causa di un problema tecnico al sistema computerizzato che regola il passaggio dei treni, negli ultimi incidenti, erano state le cattive condizioni dei binari a causare gli incidenti. Da anni è denunciata una scarsa e tardiva manutenzione di questa rete da 3.993 km. Negli ultimi mesi i lavori sulla rete sono aumentati, soprattutto In Catalogna, ma bisogna fare di più. Il corridoio Sud che collega la capitale Madrid all’Andalusia con decine di corse giornaliere, si sta rivelando un pericolo per centinaia di viaggiatori.
Negli ultimi tre decenni il Governo spagnolo ha puntato molto sull’Alta Velocità. Sono nate aziende competitor del business dei supertreni, italo-spagnole e francesi che hanno sfidato le compagnie aeree low-cost, con offerte molto vantaggiose, treni moderni e una percentuale bassissima di ritardi e scioperi. Tuttavia quello che prima era un modello di eccellenza per il trasporto ferroviario europeo è diventato un incubo. Madrid da sempre incentiva il trasporto ferroviario: l’esecutivo socialista di Pedro Sanchez da oltre cinque anni permette a tutti i residenti in Spagna di sottoscrivere un abbonamento annuale che con soli 30 euro permette di viaggiare su tutti i treni locali e nazionali (esclusi i supertreni), In pratica con la metà del prezzo di una andata tra Madrid e Barcellona in Ave (Alta Velocità Spagnola) si viaggia per una anno in tutto il paese. Pur avendo anche un’estesa rete di pullman, gli spagnoli da sempre preferiscono il treno che ormai raggiunge ogni angolo. I treni locali, a differenza di quelli italiani, sono moderni e puntuali (e non registrano incidenti). Ma è giunto il momento che Madrid lanci una attenta ed estesa campagna di controllo e manutenzione per alzare la sicurezza di chi viaggia a 300 km/h perché non è più accettabile rischiare la vita sui binari.