Il dolore

È tutta questione di… prospettiva. Nell’articolo precedente ho affrontato il concetto di abitudine, ed ora vi propongo alcune considerazioni sul prosieguo esistenziale, rispetto alle riflessioni della volta scorsa. Con il dolore acquisto consapevolezza del valore di un’abitudine, di una ripetizione che si verifica da anni nella mia vita. Quando mi abituo a qualche cosa, ad avere, ad esempio, una serie di attenzioni da una persona che considero un amico, appena l’amico è nelle condizioni di mancare a questa abitudine, sono subito pronto ad affermare che è cambiato, che è persino diventato un’altra persona. E abbiamo accennato alla tendenza che ogni […]

  

L’abitudine? Noi

È tutta questione di… cervello. Il termine abitudine deriva dal latino habitus, dal verbo habeo, che significa stare in senso intransitivo, e, a seconda dei contesti nel quale viene impiegato il termine, può essere tradotto con forma, aspetto, contegno, oppure comportamento esteriore. L’aspetto interessante che vorrei mettere in luce è che in tutti questi casi, per i nostri antenati latini il sostantivo habitus indicava tanto una qualità del corpo quanto una qualità della mente. Con Dante il termine inizia ad essere tradotto anche con abito, intendo con esso sia vestito che abito mentale. In effetti, dopo il periodo augusteo, dal […]

  

Il senso delle cose

È tutta questione di… confidenza. In ottica evolutiva, le specie animali sono divise in generaliste e specialiste. Ma noi esseri umani siamo tutte e due le specie. Ossia, siamo capaci di adattarci rapidamente alle esigenze locali, anticipando persino simili esigenze, e acquisendo le necessarie competenze, e siamo anche capaci, grazie alla cooperazione e alla divisione del lavoro, di elaborare abilità complementari tra loro, così da poter dominare gli habitat più diversi. Insomma, siamo la specie vivente più ecologicamente universale, perché in grado di essere presente ovunque, e nello stesso tempo la più ecologicamente specializzata, perché eccelliamo in una serie di […]

  

Eccellere si può

È tutta questione di… bellezza. Esistono situazioni evolutive particolari in cui l’essere umano, nello svolgere un’attività che ama, ha la sensazione di superare se stesso, raggiungendo uno stato di eccellenza. Lo stato che raggiungono coloro che svolgono attività ad alto livello, e che essi descrivono come estasi, viene definito stato di flusso (Boniwell I., 2012, Positive psychology in a Nutshell. The Science of Happiness, Open University Press, Maidenhead, trad. it, 2015, La scienza della felicità. Introduzione alla psicologia positiva, Il Mulino Editore, Bologna). In questa situazione, siamo assorbiti a un punto tale nella nostra attività che il resto del mondo […]

  

Originali o banali?

È tutta questione di… limiti universali. Nella mente di ogni individuo convivono quote di banalità e originalità. Il processo che ci consente di metterci in relazione con ciò che non rientra negli schemi consueti e ci permette di parlarne si definisce come processo di significazione. Ognuno di noi attribuisce alla realtà un significato che tenta di comunicare agli altri utilizzando questo processo che si sviluppa nel tentativo di ridurre la complessità a semplicità, ricercando la successione di cause ed effetti. Anche nei rapporti umani si alternano complessità e semplicità e mentre tendiamo ad ammettere la presenza in noi di una […]

  

La cruda realtà?

È tutta questione di… ipotesi. L’elaborazione scientifica della realtà è un modo attraverso cui l’umanità si prende cura di se stessa, cercando di amministrare una infinita quantità di informazioni esterne ed interne. Ogni elaborazione scientifica deve necessariamente essere parziale, sebbene la mente umana sia invece totale, perché solo in questo modo la mente può controllare ciò che costruisce o elabora. Si creano, durante il processo appena descritto, costanti e continui perimetri mentali. Più la nostra mente circonda, perimetra, nel tempo e nello spazio, i dati sensibili, tanto più si crede di cum-prenderli, conoscerli e ri-conoscerli, sino a farli propri. In […]

  

Gli altri

È tutta questione di… mistero. Da dove nasce la noia, e che cos’è soprattutto? Nasce dall’idea che la strada vecchia sia sempre meglio della nuova. Anche quando non si è più nelle condizioni, come oggi, di riconoscere quale strada stiamo calpestando. Ed è una fissazione della nostra mente, che si fonda sulla propria megalomania, secondo la quale desideriamo esprimere la nostra onnipotenza verso ciò che è stato. Cerchiamo, quando siamo noiosi, di affermare a noi stessi che tutto ciò che è stato è sempre meglio rispetto a quello che si è. Con la noia si diventa vecchi, nel senso peggiore […]

  

Un buon funzionamento

È tutta questione di… umiltà. L’azione del dubitare è espressione di un buon funzionamento della mente, dunque di un apparato neurofisiologico centrale, il cervello, che reagisce bene alla vita. Altrettanto importante è la presenza del dubbio su una eventuale verità da scoprire. Ma quando questo dubbio diventa la meta finale di un atteggiamento secondo cui nulla in questo mondo è certo, si cade nella confusione più totale. Quella che, secondo me, stiamo vivendo a quasi tutti i livelli di vita quotidiana: in famiglia, a scuola, in vacanza, con gli amici e al supermercato. Invece, il dubbio è una strategia per […]

  

Animali razionali?

È tutta questione di… ipotesi. È celebre la definizione che il filosofo greco Aristotele fornisce dell’uomo: animale razionale. Egli concepisce la ragione come la capacità di svolgere correttamente deduzioni di tipo sillogistico, sulla base di alcune premesse. Essa si distingue dall’intelletto, che coglie intuitivamente i fondamenti primi delle scienze, senza avvalersi di passaggi discorsivi. In seguito, sia i filosofi neoplatonici sia Sant’Agostino subordinano la ragione all’intelletto, proprio perché la prima è una conoscenza discorsiva, dunque inferiore alla conoscenza puramente intuitiva del secondo. Per Thomas Aquinas, Dio conosce solo intuitivamente, senza conquistare le verità una alla volta. Dio non utilizza i […]

  

Ci sarà un motivo?

È tutta questione di… mistero. Potrebbe essere utile, per l’evoluzione della nostra specie, essere ragionevolmente proiettati verso il mistero. E mi spiego meglio nelle righe che seguono. L’ignoto, in quanto tale, non suscita nessun interesse, nessun credo, proprio perché in esso ogni ragionevolezza si annulla, ogni possibilità umana ed intellettiva viene fagocitata dalla presenza di una assenza. L’ignoto è qualche cosa di vuoto, che non posso riempire con nulla, con nessun oggetto, pensiero e parola, altrimenti cesserebbe di essere tale. L’ignoto ci ricorda sempre che è inutile utilizzare una ragione verso ciò che non è ragionevole, perché l’ignoto è il […]

  

Il blog di Alessandro Bertirotti © 2021
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