43643-PIERO_Madonna_della_MisericordiaMIl tradizionale regalo natalizio che il Comune di Milano offre ogni anno a cittadini e turisti nel periodo delle festività, nel 2016 ha portato nella Sala Alessi di Palazzo Marino la “Madonna della Misericordia” di Piero della Francesca.

Il capolavoro rinascimentale, che costituisce il nucleo centrale del  polittico custodito al Museo Civico di San Sepolcro  è  posto al centro anche di un ideale percorso che raggiunge la Pinacoteca di Brera, dove si può ammirare la “Sacra Conversazione”. La vicinanza delle due opere permette di comprendere meglio la portata rivoluzionaria di una ricerca orientata ad esplorare espressivamente lo spazio con geometrie e prospettive. E i fili della storia continueranno a riallacciarsi nella cuore città per offrire testimonianze del legame di  Piero della Francesca con Milano, coinvolgendo nell’itinerario anche il Museo Poldi Pezzoli di via Manzoni dove è conservata una delle quattro tavole del “Polittico Agostiniano”. La pala della Madonna della Misericordia, che recentemente  è  stata sottoposta ad un delicato intervento di restauro per recuperare l’originario splendore, già brilla sulla chiusura dell’Anno Giubilare dedicato proprio alla Misericordia che nel dipinto trova forma in quel mantello offerto dalla Vergine a protezione dei fedeli.index Nel Museo di San Sepolcro così è documentato il capolavoro: “Il grandioso polittico, con al centro la “Madonna della Misericordia”, rappresenta una delle poche opere documentate di Piero e anche una delle prime commissioni da lui avute a Sansepolcro. Nel 1445 la biturgense Confraternita della Misericordia gli allogò l’opera, che avrebbe dovuto ornare l’altare maggiore della chiesa adiacente all’Ospedale, specificando nel contratto che il Maestro non doveva avvalersi di collaboratori e che l’opera doveva essere consegnata entro tre anni. L’artista però, a causa degli impegni presi in varie parti d’Italia, non poté mantenere fede a tali clausole e solo quindici anni dopo l’opera, grazie all’ausilio di un collaboratore, identificato dal Salmi con il miniaturista camaldolese Giuliano Amidei, poté dirsi finalmente conclusa. Il polittico si compone di cinque grandi pannelli, una predella e undici tavolette distribuite nella cimasa e sui lati. La ricca composizione doveva poi essere racchiusa entro una fastosa cornice dorata tardo-gotica andata però dispersa quando l’opera fu smontata intorno al 1630. Successivamente, con le soppressioni delle Compagnie Religiose, il dipinto, ormai smembrato, fu trasferito prima nella chiesa di San Rocco e poi, divenuto proprietà comunale, nella Pinacoteca cittadina.index1

Madonna della Misericordia
Misure: 168 x 91

Al centro si staglia la maestosa e ieratica figura della Madonna della Misericordia che, secondo uno schema già da tempo codificato e diffuso, apre senza apparente fatica, il poderoso mantello, aperto come l’abside di una chiesa, sotto il quale si rifugiano uomini e donne inginocchiati e in preghiera. Iconograficamente l’opera ricorda l’affresco, col medesimo soggetto, eseguito da Parri Spinelli nel Santuario di Santa Maria delle Grazie ad Arezzo ma, a differenza di questo, non una folla di popolo si accalca sotto l’ampio manto, solo il priore, i consiglieri della fraternita e le loro donne vi trovano spazio quasi si trattasse di un mondo astratto e isolato dove l’umano e il divino s’incontrano. Questa sensazione è rafforzata dal volto della Vergine, un ovale perfetto che emerge con forza dall’accecante fondo dorato che accentua la sensazione di sacralità dell’opera. Da ricordare infine una piccola curiosità secondo la quale si è creduto di riconoscere l’autoritratto di Piero della Francesca nella figura, posta tra gli oranti di destra, dal volto quasi frontale rivolto verso l’alto; altri ancora hanno proposto di identificare i devoti con i ritratti dei familiari dell’artista”.

Per la promozione del patrimonio artistico e culturale milanese, il Comune potrà contare sul sostegno della città di San Sepolcro, luogo natale del maestro. Una collaborazione che proseguirà con l’esposizione a San Sepolcro del “Ragazzo morso da un ramarro” di Caravaggio a partire dal 7 febbraio. Dal 6 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017, nessuno manchi all’incontro con questo capitale telero  e nessuno perda occasione di stupirsi davanti a questo preziosissimo regalo, perché  dalla Vergine Maria nacque il Salvatore del mondo,  e siamo già alle porte del   Natale.

 

Carlo Franza

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