Bufera sul mercato di Modigliani. Arrestato Parisot Presidente Archivi Legali
Tempesta sul mercato dei Modigliani per opere contraffatte e falsificate. Sono bastati due anni di indagini per operare gli arresti di Christian Parisot, Presidente degli Archivi Legali e di un certo Matteo Vignapiano, mercante d’arte di Aprilia vicino Roma. Parisot è figlio di quell’illustre artista torinese ch’è stato Adriano Parisot scomparso nel 2004 e del quale mi sono interessato personalmente recensendo una grande antologica sulle pagine culturali de Il Giornale nei primi anni Novanta. Insieme ai due sopraccitati altre sette persone denunciate a piede libero, con il sequestro di ben 59 capolavori falsamente attributi a Modigliani,di cui 41 disegni,13 opere grafiche,4 sculture in bronzo e un olio su tela(il ritratto di Agata). Sono accusati di contraffazione di opere d’arte e ricettazione. Valore complessivo circa 7 milioni di euro. La vicenda è la più importante nella storia mercantile dell’artista dopo lo scherzo dell’84 con i falsi Modì trovati nei fossi medicei di Livorno. L’indagine dei Carabinieri coordinati dal Procuratore Aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo e dal sostituto Procuratore Pierluigi Cipolla è partita sia dal controllo effettuato nel luglio del 2010 per la mostra dal titolo”Modigliani dal classicismo al cubismo” organizzata dall’Archivio Modigliani a Palestrina(Roma) che per quella presso il Museo Archeologico Nazionale tra giugno e settembre 2010 con il sequestro di ben 22 opere false. Anche la mostra successiva“Modigliani i ritratti dell’anima” proveniente sempre dall’Archivio Modigliani ed aperta al Castello Ursino di Catania ha messo in evidenza altri falsi. L’arcano è presto scoperto e ciò vale per Modigliani oggi che per altre mostre di altri artisti spesso disseminate in Italia e all’estero con lo scopo della pubblicazione del catalogo della mostra nel cui interno figurano pubblicate le opere false che così vengono passate per autentiche.In tal modo le mostre di grande importanza si fanno spesso unicamente per mettere in mostra opere false. Le opere sequestrate sono parse frutto di totale invenzione come talune teste in bronzo mai realizzate dall’artista e ispirate solo dallo stile Modì ,unitamente alla maggior parte dei disegni stampati su carte diverse,con ritocchi del tratto e della firma, e artificiosamente invecchiate. Devo dire da vecchio Perito del Tribunale di Milano che di queste situazioni legate al mondo dei falsi e delle autentiche ne abbiamo via via descritte in molte pubblicazioni uscite in questi anni(vedi il mio libro “il mestiere del critico”).E dire che Parisot era collaboratore del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ma anche biografo dell’artista livornese e aiutante e confidente della figlia di Modigliani,Jeanne scomparsa tragicamente per una caduta in casa ben 28 anni fa ossia nell’84,la quale gli ha affidato gli Archivi. Tradita la fiducia accordata secondo i magistrati, il lavoro in tandem Parisot- Vignapiano si svolgeva così: il primo certificava,il secondo vendeva, e talvolta l’acquirente veniva anche presentato all’esperto per averne rassicurazione. Bell’affare. Sicchè la contraffazione delle opere,la struttura e la gestione degli Archivi, la fiducia carpita agli acquirenti hanno fatto sì che gli indagati commercializzassero opere falsificate di Modigliani traendo -recita il mandato di cattura- “notevoli ed illeciti profitti”. E per finire lo stesso Claudio Strinati dirigente generale del MIBAC che sta per Ministero Beni Culturali , ex soprintendente del Polo Museale di Roma e Presidente del Comitato Scientifico del “Modigliani Institut” afferma: “Anni fa Parisot mi chiese di ricoprire questo incarico ,ma il comitato non si è mai riunito, almeno che io sappia, non ha mai prodotto,deciso, avallato. Mi è sembrato strano,ma non al punto da immaginare attività illecite”.
Carlo Franza