Mostra alla Triennale di Milano racconta tutte le forme del sesso
Fighissima,bellissima,attualissima.Sono le parole che riesco a carpire dalle bocche dei visitatori in transito nelle sale della Triennale di Milano per vedere la mostra “Kama. Sesso e Design.”tutta dedicata all’eros, al sesso, all’arte e alla progettualità.Kama sta per divinità indiana del piacere sessuale.Una mostra intelligente, prima che bella e interessante. Dimenticavo: mostra rigorosamente vietata ai minori di anni 18; e con questo sembra di essere tornati agli anni Sessanta quando i ragazzi vedevano solo film di indiani. Sicuro che i giovani non possano vedere questi oggetti,questi capolavori? L’esposizione intende mostrare forme e strategie con le quali la sessualità si traduce in oggetti. Si troveranno ben 200 opere tra reperti archeologici,disegni, fotografie e oggetti che raccontano la storia del rapporto tra eros e progettualità dai tempi antichi ad oggi. Ci sono le veneri preistoriche, immagini dai vasi etruschi, gli amuleti fallici di epoca romana, fino al divano “Mae West” simbolicamente sensuale di Salvador Dalì, e addirittura il “Great Wall of Vagina”di Jamie McCartney con i calchi di genitali di ben 400 donne. Ma non manca il calco in gesso del pene di Jimi Hendrix messo in opera da Cynthia Plaster Caster ,famosa groupie, che nei prini anni Sessanta del Novecento raccolse i calchi in gesso di varie rockstar. Tutto fa venire in mente quel capolavoro ormai inserito anche nei testi di storia dell’arte per i licei ossia “l’Origine del mondo” di Courbet in cui la bellissima donna courbettiana esibisce il suo organo genitale come origine della vita. Simboli misteriosi, erotismo, oggetti che hanno una matrice morfologica di rimando agli organi genitali e sessuali maschili e femminili, relazioni sessuali che un corpo ha con altri corpi, sessualità tra ironia e dissacrazione, allusività e chiarezza,pregiudizi e convenzioni, atteggiamenti introiettati e rimozioni, tutto ruota attorno al tema del sesso e alla sua rappresentazione.Ci sono anche otto installazioni site specific di progettisti internazionali come Andrea Branzi,Nacho Carbonell, Nigel Coates,Matali Crasset, Lapo Lani,Nendo, Italo Rota e Betony Vernon, su un tema ancora oggi motivo di censura.
CarloFranza