Fare cronaca non è facile, specie se a descriverla in modo attento, competente e responsabile è stato chi ha vissuto  e fatto indagini attivamente in prima persona all’interno di istituzioni di gran peso come il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.  Partiamo da un libro che ho fra le mani dal titolo La Banda dei Piedi Scalzi. La rapina del secolo alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna”, me lo ha inviato il  luogotenente  Pompeo Micheli  che ha prestato 39 anni di servizio nell’Arma dei Carabinieri, gran parte dei quali trascorsi nel Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale,  e che oggi ha deciso di raccogliere in un libro una delle esperienze investigative più significative della sua  carriera; racconta la vera storia del recupero dei due dipinti di Vincent van Gogh e del dipinto di Paul Cézanne rubati nel 1998 dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.
Il 19 maggio 1998 da queste sale furono sottratti L’Arlesiana e Il Giardiniere di Vincent van Gogh e Le Cabanon de Jourdan di Paul Cézanne, capolavori  di grande   significanza per la storia dell’arte moderna e contemporanea. Basti pensare che Le Cabanon de Jourdan di Paul Cézanne è l’unico Cézanne appartenente a una collezione pubblica italiana.  Scrive Micheli: “Partecipai alle indagini che portarono, 48 giorni dopo, al recupero delle tre opere”.  Oggi poi Micheli è voluto ritornare a rivedere le opere; scrive: “Questa volta ne ho ritrovate due. L’Arlesiana è infatti temporaneamente a Perugia, concessa in prestito alla Galleria Nazionale dell’Umbria per un importante evento espositivo. Sapere che quelle opere, che nel 1998 rischiarono di essere sottratte per sempre alla collettività, oggi continuano a essere esposte, studiate, ammirate e condivise con il pubblico restituisce forse il senso più profondo del lavoro svolto allora.”  Il suo è stato un lavoro complesso, ve lo assicuro, visto che ho spesso lavorato come studioso esperto storico e Perito del Tribunale di Milano, co i vari Nuclei Tutela Beni Culturali dell’Arma dei Carabinieri, ad iniziare dal Nucleo di Monza- Lombardia.  Argomenta ancora Pompeo Micheli: “Non si tratta soltanto della cronaca di un’indagine, ma della testimonianza di un lavoro corale che ha visto impegnati investigatori, magistrati, storici dell’arte, restauratori e numerose istituzioni unite da un obiettivo comune: restituire al Paese una parte del suo patrimonio culturale. Ho scritto questo libro con l’intento di preservare la memoria di quella vicenda e di contribuire a diffondere la cultura della tutela del patrimonio culturale, affinché possa essere conosciuta anche dalle nuove generazioni.
Desidero ringraziare tutti i colleghi, le istituzioni, gli amici e i professionisti che stanno sostenendo questo progetto editoriale”.

Il libro non è solo un documento prezioso che si è avvalso di contributi vari per la risoluzione del caso, ma evidenzia la passione e il fiuto di chi fa indagini, in questo caso volte al mondo dell’arte e ridare alla comunità tutta beni di straordinaria bellezza, spesso carpiti con furti ad opera di bande criminali.

E dunque non è solo la novità della vicenda narrata meticolosamente a trovare l’attenzione dei più, ma la narrazione vive di una scrittura limpida che cattura il lettore in un vortice di fibrillante realtà. 

Carlo Franza

 

 

Tag: , , , ,