Accattivante, sfizioso,  sensuale, Tamila_lingerie_set_from_the_Agent_Provocateur_Soirée_collection_SS_2015_Photographer_Sebastian_Faena_Model_Eniko_Mihalik-650x333 10224j, 09363j, Fabulouserotico, bellissimo, storico. Lo spettacolo è di quelli fascinosi, l’occhio è catturato dalla bellezza e dalla seduzione prodotta dall’indumento intimo che viene raccontato attraverso l’esposizione di lingerie maschile e femminile  con la mostra “Undressed: A Brief History of Underwear”, 350 Years of Underwear in Fashion, la mostra che il Victoria & Albert Museum di Londra dedica all’intimo e aperta fino a marzo del 2017. Dalla sottogonna a gabbia dell’epoca vittoriana ai corpetti firmati Christian Dior degli anni ’50, dai corsetti del 1700 agli slip dei giorni nostri; l’esposizione racconta 350 anni attraverso gusti, tendenze e moda in fatto di biancheria,  collezioni di intimo, oggetti disposti per tematiche e accostati a  fotografie dell’archivio del prestigioso museo. Se ne percepisce al volo la sensualità, il sex appeal,  e le mode che cha hanno fasciato o scoperto il corpo, maschile e femminile.  E’ certo che l’ intimo ha subito nei secoli, specie in quelli presi in considerazione, una evoluzione legata alla moda e alla società. D’altronde era tradizione specie per il corredo femminile conservare capi preziosi o affettivamente  datati per essere poi consegnati a nipoti e pronipoti.lingerie10Non dimentichiamo che è dall’Illuminismo  che s’è registrato un consumo forte di biancheria intima,  e  dal secolo successivo grazie all’uso dell’acqua corrente, ecco un diffondersi di condizioni igieniche, di bagni, profumazioni,  ed anche una vera e propria cultura dell’intimo. Se ne fa cenno di ciò persino in quel testo “Paradiso delle  Signore” di Emile Zola  scrittore francese del Realismo ottocentesco che si spinge a raccontare proprio su quanto si metteva sotto gli abiti, su quell’intimo che seduceva uomini e donne. La mostra corre da una vestaglia da uomo del 1840 alla linea Bodywear di H&M disegnata da David Beckham.  La storia dell’intimo  maschile e femminile dal XVIII secolo ad oggi  si snocciola in un preziosissimo e affascinante viaggio tra corsetti, crinoline, mutande, slip, boxer, reggiseni e calze esposti accanto a bozzetti, fotografie, pubblicità e packaging. Corset_1890-1895_c_Victoria_and_Albert_Museum_London-650x818Non solo coprire o scoprire il corpo, ma modellarlo con l’intimo, fino a renderlo non solo sempre più confortevole ma anche accattivante  ed erotico con cuciture particolari ec1 c5rinforzi che andavano a disegnare e a mettere in evidenza forme anatomiche. Fanno bella mostra i corsetti, utilizzati per ottenere i ricercatissimi “petto in fuori e vitino di vespa” e tutt’ oggi  forte  strumento di  seduzione come  mostra da tempo Kim Kardashian.  E’ bene sapere che Coco Chanel considerava bustier  e  simili, costrizioni da cui liberarsi, e siamo in Belle Epoque. E  prima di Mademoiselle Coco se ne era  liberata  la signora Napoleone, Joséphine de Beauharnais,   per  puntare su tunichette, décolleté prorompenti  ma sostenute da una fettuccia leggera in seta. Eppoi  reggiseni e calze, body, slip, biancheria intima sportiva, da gravidanza e allattamento, e quella hi-tech, e persino tanti pigiami  che fanno pensare a   Julian Schnabel, e ancora vestaglie e sottovesti. Negli anni Venti del Novecento  il reggiseno  era pensato per appiattire il petto, settant’anni dopo con il  Wonderbra la scollatura è diventata una moda.

2010EE8199Nel campo maschile si susseguono culottes e diverse camicie maschili  lunghe, che fino al XVIII secolo facevano parte dell’abbigliamento intimo dell’uomo.  Di   mutande, da donna e da uomo, in  mostra ce ne sono tante e a sbirciarne il confezionamento, specie per quelle maschili,   si capisce che tendevano ad esaltare il corpo maschile, le curve dei glutei e  gli organi sessuali. E’ stata  un’azienda australiana l’ AussieBum, a produrre  i primi slip e costumi da uomo  in moda da far si di mettere in risalto  gli attributi grazie a cuciture e tessuti sovrapposti in punti strategici. Non mancano i boxer, fino a quelli ‘no-gender’, tema attualissimo, adatti indifferentemente a lui e lei, e dunque unisex. E per chi non si è accontentato dei corpi in pubblicità che indossavano l’intimo maschile,  ecco gli slip indossati da David Beckham per H&M insieme a quelli di decine di sportivi famosi. Sappiamo quanto fin dagli anni Cinquanta  del Novecento  ha fatto la pubblicità in testate giornalistiche con foto di intimo con donne e uomini bellissimi; foto e corpi che dagli anni ’80 e ’90  hanno mostrato sportivi, modelli e attori famosi in slip  persino in cartoni pubblicitari scenografici veicolati nelle nostre  città. Da qui il businnes, il marketing  nel settore underwear con cifre da capogiro. E chi non ha notato, in epoca nostra, gli slip con  l’elastico griffato   che fuoriescono dai jeans a vita bassa di tanta gioventù? Lo stilista Calvin Klein è stato tra i primi a selezionare  un giovane, certo  Mark Wahlberg, a cui ha fatto indossare un  particolare tipo di boxer  poi lanciato con il  marchio CK, boxer  anche chiamati  calvins.  E Calvin Klein non è stato il solo  perché altre  famose case di moda hanno investito nell’intimo e in testimonial.  Da Coveri  a Dolce&Gabbana, ( si pensi alla celebre campagna con la Nazionale Italiana di calcio nel 2006) da Giorgio Armani per la sua linea Emporio Armani ( con Rafael Nadal, David Beckham, Cristiano Ronaldo, etc..) fino a Jean Paul Gaultier. In  mostra c’è tutta la storia  della biancheria intima,  dal Settecento – Ottocento fino ai giorni nostri. L’esposizione è un viaggio alla scoperta della moda e dei costumi di tempi passati certo, che  svela non poco, anzi  moltissimo, su come uomini e donne dovevano vivere “l’intimo”, non solo in  camera da letto ma anche fuori. Mostra  colta, vi assicuro, e da vedere. Non fatevela mancare.

Carlo Franza

 

 

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