25) Ryoichi Kurokawa_Foto credits Nina LüthFONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE  presenta al-jabr (algebra), prima mostra personale in un’istituzione Italiana dell’artista giapponese Ryoichi Kurokawa che fino al 24 febbraio 2019 occuperà gli spazi della Galleria Civica di Modena a Palazzo Santa Margherita. A cura di NODE  festival internazionale di musica elettronica e live media che si svolgerà a Modena dal 14 al 17 novembre 2018, l’esposizione raccoglie alcune tra le produzioni recenti più significative di Kurokawa, in un percorso multisensoriale caratterizzato da imponenti opere audiovisive, installazioni, sculture e stampe digitali.12) Ryoichi Kurokawa, lttrans #8, 2018

Originario di Osaka ma residente a Berlino, Kurokawa descrive i suoi lavori come sculture “time-based”, ovvero un’arte fondata sullo scorrimento temporale, dove suono e immagine si uniscono in un legame indivisibile. Il suo linguaggio audiovisivo alterna complessità e semplicità combinandole in una sintesi affascinante. Sinfonie di suoni che, in combinazione con paesaggi digitali generati al computer, cambiano il modo in cui lo spettatore percepisce il reale. 11) Ryoichi Kurokawa, lttrans #6, 2018Tema chiave della mostra è il concetto di unione, a cui si rimanda il titolo al-jabr, termine arabo da cui deriva la parola “algebra”, che indica appunto la ricomposizione delle parti di un insieme. Le opere in mostra presentano concetti e metodologie quali la decostruzione e la conseguente ricostruzione di elementi naturali (elementum, lttrans, renature), la riconciliazione di strutture divise (oscillating continuum), la rielaborazione di leggi e dati scientifici (ad/ab Atom, unfold.alt, unfold.mod). 10) Ryoichi Kurokawa, lttrans #1, 2018Tali metodologie ricordano una versione moderna e tecnologicamente avanzata della tecnica del kintsugi, ideata alla fine del XV secolo da ceramisti giapponesi per riparare tazze e vasi: le linee di rottura dei manufatti vengono saldate ed evidenziate dalla polvere d’oro, per rendere la fragilità il loro punto di forza. Il kintsugi non è solo un concetto artistico ma ha profonde radici nell’estetica del wabi-sabi, la visione del mondo tipica della cultura giapponese fondata sull’accettazione della transitorietà delle cose che echeggia anche nella poetica di Kurokawa.23) Ryoichi Kurokawa, unfold.mod, 2016

Ne costituisce un esempio la serie elementum (2018): fiori essiccati e pressati che hanno perso la loro bellezza originale sono riassemblati dall’artista e arricchiti da un intervento su vetro creato attraverso un processo di elaborazione digitale dell’immagine che sembra collegare i vari frammenti e dare al fiore nuova vita valorizzandone il processo di decadenza. In maniera analoga le grafiche astratte della serie lttrans (2018), e le sculture appartenenti alla serie renature::bc-class (2015) possono essere percepite come immagini di fiori e insetti, ma, avvicinandosi gradualmente, si rivelano un insieme di filamenti e particelle: si tratta quindi di una rappresentazione digitale del vero in cui viene reso visibile il processo di ricostruzione, esattamente come avviene nel Kintsugi.

Kurokawa considera l’osservazione della natura unfold.altun’analisi scientifica, e negli anni l’interesse per questo tema lo ha portato a coinvolgere sempre più spesso membri di istituti di ricerca nel processo creativo, come nel caso dell’installazione audiovisiva unfold.alt (2016): posta in apertura del percorso espositivo, trae ispirazione dalle ultime scoperte nel campo dell’astrofisica e cerca di tradurre i fenomeni che caratterizzano la formazione e l’evoluzione di stelle e galassie. Per realizzarla, Kurokawa si è avvalso della collaborazione di Vincent Minier, astrofisico dell’Istituto di ricerca sulle leggi fondamentali dell’Universo che fa parte della Fundamental Research Division del CEA-Irfu, Paris-Saclay di Parigi.unfold.alt 2
In ad/ab Atom (2017) cambia l’ottica dello strumento: dal telescopio si passa al microscopio elettronico a scansione utilizzato per le ricerche sulle nanotecnologie. Realizzata durante una residenza presso l’INL, il Laboratorio internazionale di nanotecnologia iberica di Braga (Portogallo), l’opera è composta da sette schermi ad alta definizione posizionati in maniera elicoidale. Attraverso fenomeni audiovisivi generati dall’elaborazione di materiali quantistici, Kuro22) Ryoichi Kurokawa, unfold.alt, 2016kawa crea un viaggio nella scala nanoscopica in cui è possibile osservare l’estrema deformazione e astrazione del mondo atomico. Analogamente, la scultura audiovisiva oscillating continuum (2013) unisce l’infinitamente grande dell’universo e l’infinitamente piccolo, nel tentativo di rappresentare la costante ricerca di equilibrio intrinseca in ogni forza e materia prese8) Ryoichi Kurokawa, elementum #4, 2018nte nel nostro universo. Quella di Ryoichi Kurokawa è un’arte che mira dunque a rendere accessibile al pubblico livelli di osservazione del vero altrimenti impossibili da decifrare, suggerendo affascinanti parallelismi con il mondo interiore.

Ryoichi Kurokawa (Osaka, 1978) è u9) Ryoichi Kurokawa, elementum #8, 2018n artista audiovisivo. Attivo a partire dalla fine degli anni Novanta, utilizza il computer per creare installazioni e performance in cui gli elementi sonori e visivi sono in stretta connessione tra loro ricercando la creazione di esperienze sinestetiche. Considerato un pioniere nell’ambito dell’arte generata attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, Kurokawa ha iniziato il suo percorso artistico come musicista ed ha mantenuto nel corso degli anni un forte interesse verso l’atto performativo. Oltre alla creazione di installazioni multimediali ha di recente iniziato a lavorare a sculture e stampe,  sperimentando nuovi processi creativi. Negli ultimi anni l’interesse verso la scienza ha portato a collaborazioni importanti come quelle con l’astrofisico Vincent Minier del CEA-Irfu, Paris-Saclay. e con l’INL, il 15) Ryoichi Kurokawa, oscillating continuum, 2013Laboratorio internazionale di nanotecnologia iberica. Le sue opere sono state presentate in festival e centri d’arte internazionali tra cui Centre Pompidou (Parigi, 2018), Palais de Tokyo (Parigi, 2017), FACT (Liverpool, 2016), Biennale di Venezia (2011), Sónar (Barcellona, 2009), Transmediale (Berlino, 2009), Tate Modern (Londra, 2007), Ars Electronica (Linz, 2006), Mutek (Montreal, 2006). Nel 2010, ha vinto il Golden Nica al Prix Ars Electronica nella categoria Digital Musics & Sound Art.

NODE – festival internazionale di musica elettronica e live media è la rassegna che da nove anni si dedica all’incontro delle arti visive con la musica, le arti performative, il cinema e le nuove tecnologie. La nuova edizione si svolgerà a Modena dal 14 al 18 novembre 2018 ospitando artisti provenienti da tutto il mondo scelti tra i più grandi esponenti della sensibilità digitale contemporanea. Una manifestazione di grande importanza all’interno del calendario eventi della città, capace di attirare in importanti luoghi culturali come la Galleria Civica di Modena e il Teatro Storchi un pubblico proveniente da tutta Italia per assistere ad anteprime nazionali e internazionali. NODE è una produzione Lemniscata in co-produzione con fuse, realizzata grazie al contributo della Regione Emilia Romagna e dell’Assessorato alla cultura del Comune di Modena.

Carlo Franza 

 

 

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