Con The Moment the Snow Melts [Il momento in cui la neve si scioglie], il  MUDEC – Museo delle Culture di Milano inaugura il palinsesto espositivo in programma durante le Olimpiadi invernali 2026 accogliendo una inedita, monumentale e spettacolare installazione dell’artista Chiharu Shiota (Osaka, 1982), famosa in tutto il mondo per le sue affascinanti installazioni immersive, realizzate con intricate reti di fili che trasformano lo spazio in un paesaggio sospeso, dove arte e memoria si intrecciano. Celebre per aver rappresentato il Giappone alla Biennale di Venezia del 2015, Shiota torna dunque in Italia con questa nuova opera, ideata per approfondire concetti di grande rilevanza come la perdita e l’inevitabile passaggio del tempo. La sua installazione si presenta sin dal titolo come la rappresentazione di un momento sospeso nel tempo, quell’attimo poetico ed evocativo in cui la neve inizia a sciogliersi alla fine dell’inverno.

The Moment the Snow Melts“, come avviene ormai da tre anni nella programmazione del MUDEC, è anche l’opera che anticipa “Il senso della neve“, progetto espositivo che sarà inaugurato a febbraio 2026 e che esplora la poetica e la materialità della neve dal punto di vista scientifico, antropologico e storico-artistico e ne analizza il ruolo nella cultura contemporanea, anche in relazione al cambiamento climatico. L’esposizione sarà accompagnata dal quarto numero della rivista “MU”, house-organ del museo, che affronterà il tema della neve oltrepassando i confini della mostra con una serie di contenuti e approfondimenti. Curata da Sara Rizzo e realizzata con il supporto di 24 ORE Cultura, l’opera è stata ideata appositamente per l’Agorà del MUDEC e sarà accessibile gratuitamente dai visitatori fino al 28 giugno 2026.

Con l’arrivo a Milano dell’opera di Chiharu Shiota inauguriamo un percorso che lega la grande arte contemporanea a un momento storico per la nostra città e per il Paese: l’Olimpiade Invernale di Milano Cortina 2026.” Così commenta l’opera l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi, che ricorda come “la neve, elemento fragile e universale, diventa al MUDEC occasione di riflessione culturale, simbolo di memoria, trasformazione e rinascita. È questo il ruolo che Milano vuole avere: una città che sa accogliere le sfide del presente intrecciando sport, cultura e creatività in un racconto condiviso e aperto al mondo.”

Nell’installazione site-specific “The Moment the Snow Melts” Chiharu Shiota, utilizzando la precarietà della neve come metafora, riflette sulle relazioni umane e su come queste inevitabilmente iniziano e finiscono. L’artista crea un paesaggio evanescente composto da fili che scendono a piombo dal soffitto, in mezzo ai quali fluttuano biglietti e fogli di carta che contengono i nomi di persone che hanno fatto parte delle nostre vite ma che, per i motivi più diversi, non ci è più possibile incontrare. Si tratta di una nevicata metaforica, bloccata in un momento preciso del tempo, tanto da non arrivare a terra, e rappresenta per il pubblico uno spazio di meditazione.

Questa installazione è una rappresentazione di coloro che non sono più presenti e vuole accogliere il pubblico in uno spazio per ricordarli. […] Ogni corda è collegata a più lettere che contengono i nomi di persone che non è più possibile incontrare, e trasmettono così, attraverso il tempo, sentimenti di frustrazione e tristezza. Questo si sovrappone al senso di esistenza nell’assenza: il ricordo di questa persona è ancora vivido, ma il momento dell’ultimo incontro è svanito come la neve dell’inverno passato.”

Così Shiota racconta il senso dei fili, collegati alla memoria delle persone, alle relazioni tra esseri umani, al passare del tempo, dove ciò che rimane sono tracce di connessione, fugaci e intangibili. Entrando quindi nello spazio dell’installazione e interagendo con essa, i visitatori percepiscono la tensione tra connessione e separazione.
Le corde che attraversano l’Agorà rappresentano il modo in cui le nostre vite sono intrecciate con quelle degli altri, ma anche la precarietà di questi legami, mentre i nomi scritti sulla carta ci ricordano che, una volta che qualcosa o qualcuno è andato perduto, non è più possibile tornare a ciò che è stato: svanisce con il passare del tempo, perso ma mai dimenticato.
Nell’affrontare il tema della finitezza dei legami umani, l’installazione trasmette un senso di sospensione e di perdita, come racconta l’artista stessa: “Così come le vecchie fotografie perdono i loro colori e la loro importanza con il tempo, lo scioglimento della neve rappresenta la dissolvenza di momenti o relazioni; un tempo chiare e definite, ora diventano più tenui e meno distinte, fino a diventare solo impressioni su un orizzonte lontano“.
Come una coltre di neve attutisce rumori e ricordi, così quest’opera simboleggia la distanza che si crea fra le persone, ma anche la trasformazione positiva di questa sensazione col trascorrere del tempo.

Mentre la neve ricopre la terra, è difficile immaginare […] il tepore del sole e lo sbocciare di una nuova vita; tuttavia, alla fine, lo scorrere del tempo prevale e la neve inizierà a sciogliersi con l’arrivo della primavera. La neve che si scioglie – commenta Shiota il titolo scelto per questa sua nuova installazione per il MUDEC – rappresenta gli ultimi istanti di qualcosa che sta per concludersi, è l’ultima eco. Evoca la fine di un lungo silenzio, il ritiro del freddo che un tempo avvolgeva ogni cosa nella sua stretta morsa“.

L’artista ha invitato il pubblico a partecipare attivamente al progetto, condividendo pensieri o disegni legati al tema della memoria sia attraverso fogli scritti da lasciare nel box dedicato installato al MUDEC, sia compilando il form disponibile sulla pagina web ufficiale del museo.
Le testimonianze raccolte costituiranno l’anima dell’installazione: frammenti di emozioni sospese stampati sui fogli che fluttueranno nello spazio dell’Agorà. La raccolta delle testimonianze prosegue anche dopo l’apertura a contribuire al lavoro partecipato dell’artista.

L’installazione si inserisce nel programma dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, il progetto diffuso che accompagna i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali con eventi artistici e culturali in tutta Italia.

Un’occasione per conoscere più approfonditamente Chiharu Shiota sarà la mostra al MAO Museo d’Arte Orientale di Torino, dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026. La personale dell’artista esplora temi universali come identità, memoria e relazioni attraverso installazioni immersive fatte di fili intrecciati, disegni, sculture e fotografie. Le opere dell’artista giapponese invitano il pubblico a riflettere su emozioni intime e visioni oniriche, trasformando gli spazi museali in ambienti contemplativi e coinvolgenti.

Carlo Franza

 

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