« Sparire » è l’opera della maggiore poetessa canadese di oggi. Un capolavoro da Nobel. In uscita in Italia per Marco Saya Edizioni.
Per la prima volta in Italia l’opera della maggiore poetessa canadese di oggi. Il libro di poesie ha titolo « Sparire » di Denise Desautels è a cura e con la traduzione di Maura Baldini, con undici opere di Sylvie Cotton. Collana Di soglia in soglia, Pagine 134, 18 euro, Marco Saya Edizioni.
Brillante, toccante, umanissima, vera, discorsiva, essenziale questa poesia di Denise Desautels; la poetessa centra l’uomo e il mondo, il tempo e lo spazio, la vita e la morte, la memoria e la storia. Una poetessa da Nobel per la poesia.
In quest’opera multidisciplinare, l’autrice quebecchese Denise Desautels indaga la fenomenologia della sparizione e dell’Oltre (che molto spesso rappresenta l’altro da sé), partendo da undici installazioni dell’artista connazionale Sylvie Cotton. La lingua, acquatica e terrestre al tempo stesso, tende a una contrazione del pensiero che muove le proprie deflagrazioni tramite lampi improvvisi di senso ed echi di ancestrali nitori metapoetici. Ancora inedita nel nostro paese, ma tradotta in molte lingue e pubblicata recentemente in Francia dall’editore Gallimard, Desautels frequenta così gli abissi del silenzio con maestria, offrendo al lettore italiano per la prima volta una voce autentica e liminare – qui sapientemente trasposta in italiano da Maura Baldini – la quale pare avere come unico compromesso con sé stessa quella tensione semantica che, tra verso e verso, dispiega un mistero inesauribile. Mistero che, in fin dei conti, riguarda la natura più autentica di ogni poesia. “La raccolta consta di settantasette testi poetici scaturiti dal dialogo con l’opera eponima di Sylvie Cotton, artista interdisciplinare canadese, i cui lavori sono esposti, fra l’altro, negli Stati Uniti e in Europa. Intorno a tali opere, le cui rappresentazioni fotografiche illustrano il volume, la poetessa intreccia un lisergico e polisemico discorso sulla sparizione e, più in generale, sul dolore del mondo; temi, questi, che da sempre la ossessionano, soprattutto in rapporto alle prerogative che il linguaggio può dispiegare per farvi fronte. Disparaître, in particolare, attraverso un dialogo fra arte visiva e linguaggio, ci consegna una visionaria narrazione della scomparsa, disseminata di immagini icastiche, effetti fonetici martellanti e incisivi, i quali forgiano veri e propri testi-oggetto, proiettando il lettore in uno spazio eteropico in cui l’ineffabile si fa
sorprendentemente tangibile” (Maura Baldini).
Sparire è un’opera poetica della scrittrice quebecchese Denise Desautels, pubblicata in Italia nel 2026 da Marco Saya Edizioni. Il libro rappresenta la prima traduzione italiana dell’opera e si colloca nel filone della poesia contemporanea fortemente intrecciata con le arti visive. La raccolta nasce da un dialogo stretto tra parola poetica e immagine: Desautels costruisce infatti i testi a partire da installazioni e opere dell’artista Sylvie Cotton, che diventano il nucleo generativo dell’intero libro.
Il tema centrale è quello della sparizione, intesa non solo come assenza fisica, ma come esperienza esistenziale: perdita, memoria, fragilità del corpo e dissoluzione dell’identità. La scrittura è frammentaria, sensoriale e intensamente metaforica, con un linguaggio che alterna visioni corporee e riflessioni sul limite tra vita e morte.
Il libro è composto da una serie di testi poetici che dialogano direttamente con undici opere visive, trasformando l’esperienza artistica in una meditazione sulla scomparsa e sulla traccia. L’elemento visivo non è decorativo ma strutturale: le opere di Cotton diventano “inneschi” poetici. Desautels esplora il rapporto tra linguaggio e silenzio, tra ciò che può essere detto e ciò che resiste alla parola. Il tono è spesso lirico ma attraversato da tensione drammatica, con immagini legate al corpo, alla memoria e al dolore.
Ecco cinque poesie da “Sparire” di Denise Desautels, raccolta composta intorno a undici opere di Sylvie Cotton e tradotta in italiano da Maura Baldini per Marco Saya edizioni.
Comincia spesso da una voce.
Questa volta è la tua
mentre avanzo disinvolta.
Come se il tempo non filasse
come se non fossero sempre
le cinque della sera
ora del canto
funebre di Lorca
fra ritratti di sconosciuti
nature morte di crani
fiori e formaggio
e qualche collezione d’oggetti e di corpi in fuga.
Tu dici silenziosamente
Sparire
Dici Restare/Partire.
Come se invertire la rotta fosse ancora possibile.
*
La tua voce. Può trattenermi?
Non riesco a distogliermene.
Elude l’inquietudine peggiore. Veglia la tua voce.
Dici Talvolta ho paura
insisti Contemplare la morte.
La cenere dal vetro ovale ci osserva.
Spoglia. Ma piena di sogni respirazioni.
Che nulla vada perduto.
Che questo magma umano di metallo bordato
non diventi
solo caos.
Tutto un passato-presente
da riascoltare in ogni seme.
Quante alghe e anime ancora vive
più soffici di prima. Nomadi in lei.
Quante parole stordite di lacrime.
Ostaggi che sognano sotto il vetro.
*
La terra cinta d’oro s’è mossa.
Amare s’è allontanato.
I nostri pronomi si alleano contro
le nostre assenze.
Amare. Raggiungerlo.
– ci resta qualche spina.
Dire torna Amare. Torna posati qui dove
è ancora possibile ancora caldo
dove c’è ancora tanto da fare.
Cenere come sabbia.
Soavità incorniciata. In attesa.
Quanto tempo ancora l’apparizione resisterà.
Dove andare con così poco.
Invano spingo forte – delicatamente
invano domando alle mie dita da esse esigo
invano penso a te che la morte risveglia.
*
E noi li deporremo ancora sotto il vetro.
Il loro il nostro seme voluminoso
da discernere in piena luce. Affinché
la memoria abbia un senso.
Il mondo nel faccia a faccia
del cuore ovale.
Il faccia a faccia di Goya
e dell’amico el juez Altamirano.
Prima che l’ombra del peggio avvolga tutto.
Prima del vano inventario
dei violenti disastri dell’ordine.
Serriamo i gomiti
ci amiamo.
Il petto ansima a turno.
La tua opera umana si anima sotto il vetro ovale
vedi – quadro di famiglia e di storia.
E il mio lessico cerca nei dintorni riparazione.
*
Babel-Opéra – il libro dell’esilio.
Lì dentro qualcuna domanda Dov’è il cuore?
prima di rispondere Non ne rimane più.
Nevica nelle nostre lacrime.
Un profumo di vento o di pentimento
incalza la mia guancia. Solo qualche grano di sale
disperso solo un babelico oblio
– che io ti abbia ingannata?
Non ti ho detto semmai sono pori e precipizio?
non ti ho detto sono sola senza finestre?
Ma guarda bene là in fondo
dove nidificano ammassi di esodi di bare e di ragni.
Arrivo sempre con le mani ingiustamente vuote.
Le nostre anime di erranti – come le amiamo
sotto fitti anelli di stelle sfavillano
fra due ululati d’alba.
Denise Desautels (Montrèal 1945), figura imprescindibile della letteratura quebecchese, ha pubblicato più di quaranta raccolte di poesie, racconti e libri d’artista, che le sono valsi numerosi riconoscimenti. Il suo lavoro poetico è legato a quello degli artisti visivi, al dolore e ai lutti, tanto intimi, quanto universali. Denise Desautels è membro della Académie des lettres del Québec e dell’Ordine del Canada. Ha ricevuto numerosi premi prestigiosi, tra cui il Prix du Gouverneur général, il Prix Athanase-David e il Prix Guillaume-Apollinaire (2022).
Sylvie Cotton è un’artista visiva canadese contemporanea, attiva principalmente tra Québec e circuito internazionale.
Il suo lavoro comprende installazioni, fotografia, performance e progetti interdisciplinari, spesso incentrati su corpo, memoria e trasformazione. Le sue opere sono caratterizzate da una forte dimensione concettuale e simbolica, con un interesse per i processi di scomparsa, traccia e identità. In Sparire e in altri progetti con Denise Desautels, il suo lavoro diventa una base visiva per una riflessione poetica sul limite tra presenza e assenza.
La collaborazione con Desautels rappresenta uno dei suoi dialoghi più significativi tra arte visiva e letteratura contemporanea.
Carlo Franza
